In coda alla posta

Fila alla posta

Una marea di gente, oggi, in posta. Lo vedo subito, appena entrata. Prendo comunque il biglietto, che mi dice: ‘127’, la raccomandata deve portare la data di oggi e mi guardo attorno. Nessun posto libero in platea. Continua a leggere

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Bambini nel tempo – Ian McEwan

Bambini nel tempo

Da tempo ormai, tanto il governo quanto la maggioranza dei cittadini associavano mentalmente le sovvenzioni ai trasporti pubblici con la negazione della libertà individuale. I vari servizi subivano due regolari collassi giornalieri nelle ore di punta ed era opinione di Stephen che si impiegasse meno tempo a raggiungere Whitehall a piedi che prendendo un taxi. Era fine maggio, da poco passate le nove e mezza e la temperatura sfiorava già i 25°.

Incipit da Bambini nel tempo
Ian McEwan

Pubblicato nel 1988, ha una scrittura lucida, tagliente ed essenziale. McEwan scrive questo romanzo e chi lo legge, suo malgrado, viene coinvolto in prima persona nell’incubo della sparizione della figlia del protagonista. Non si può rimanere distaccati. Vale ancora o siamo troppo abituati ai ladri di bambini?

Camera con vista – Edward Morgan Forster

camera con vista

«La signora non aveva il diritto di farlo» disse Miss Bartlett, «non aveva assolutamente il diritto di farlo. Ci aveva promesso delle camere a sud, con vista, attigue, e invece eccoci qua, con due camere a nord che danno sul cortile, e molto distanti l’una dall’altra. Oh, Lucy!»
«E una cockney, per di più!» disse Lucy, che era stata ulteriormente rattristata dall’inaspettato accento della signora. «Come se fossimo a Londra.» Guardò le due file di inglesi seduti a tavola; la fila di caraffe d’acqua e di vino rosso che correva tra gli inglesi; i ritratti della defunta regina e del defunto Poeta Laureato, pesantemente incorniciati, appesi dietro agli inglesi; e l’avviso della chiesa d’Inghilterra (Rev. Cuthbert Eager M.A., Oxon), che costituiva l’unico ornamento della parte.

Incipit di Camera con vista
Edward Morgan Forster

Libro pubblicato nel 1908. Autore solido che può commuovere e coinvolgere sempre. Personaggio femminile da indagare.Sono passati più di cent’anni dall’uscita del libro, eppure ancora si trovano le famiglie che contrastano gli amori dei giovani. Ancora la realtà può inscenare Giulietta e Romeo?

Il giorno dello sciacallo – Frederick Forsyth

Il giorno dello sciacallo

Fa freddo a Parigi, alle sei e quaranta di mattina in una giornata di marzo, e il freddo sembra ancora più intenso quando sta per essere giustiziato un uomo. L’11 marzo 1963, a quell’ora, nel cortile principale di Fort d’Ivry, un colonnello dell’aviazione francese era in piedi davanti a un palo conficcato nella ghiaia gelida e mentre gli legavano le mani fissava con incredulità sempre meno evidente il plotone fi fronte a lui, a una ventina di metri.

Incipit di Il giorno dello sciacallo
Frederick Forsyth

Quello che più mi attira di questo libro è il taglio giornalistico dello scritto, la realtà che l’autore inserisce costantemente nelle scene create da lui. Forse è anche il suo limite?

La donna mancina – Peter Handke

La donna mancina

Aveva trent’anni e viveva in un quartiere residenziale di bungalow che terrazzava il pendio meridionale di un monte alto, giusto al di sopra dei fiumi di una grande città. Aveva i capelli castani e degli occhi grigi che anche quando non guardava nessuno talvolta si riempivano di luce, senza che per questo il suo viso avesse a mutare. In un tardo pomeriggio d’inverno era seduta nella luce gialla che veniva da fuori, davanti alla finestra del vasto soggiorno, alla macchina da cucire elettrica, con accanto il figlio di otto anni, che faceva un tema per la scuola.

Incipit di La donna mancina
Peter Handke

Handke da questo libro, pubblicato nel 1976, trasse la sceneggiatura per il film dallo stesso titolo che uscì nel 1978. Il libro fu pubblicato in Italia nel 1979 e ricevette buone critiche e buon successo di pubblico. Vita di una donna, problemi di una donna, solitudine di una donna. Vuoi scoprire la ‘solitudine estrema ‘ di questo personaggio femminile?

Citazioni sempre corrette anche contestualmente

 

Filosofia_25

 

Ieri ho acquistato il Corriere della Sera. Leggendo l’inserto mi sono imbattuta in un interessante articolo di Roberta Scorranese La Rete ha la febbre della citazione. Frammenti minimi rilanciano grandi autori ma, di post in tweet, sono traditi e banalizzati. L’«indipendenza» e la «solitudine» di Pasolini, una lettera di Pavese fuori contesto, Heidegger e la Szymborska vengono piegati alla rapidità della Rete.
Meglio prenderlo in considerazione!

Amori

 

amori

Lavoro in un bar da otto mesi. In un bar pasticceria, per la precisione, che si trova in una zona residenziale, una zona di lusso.
Ho una divisa un po’ demodé con un budge bianco e il mio nome scritto in corsivo svolazzante.
Passa molta gente; va e viene. Alcuni ho imparato a conoscerli abbastanza, si fermano a fare colazione quasi tutte le mattine, prima di andare in ufficio o a far compere; oppure a bere un caffè per spezzare la giornata. Continua a leggere

PaoloTodaro: opinionista, tuttologo

Todaro

 

Todaro era elettrizzato. Accalorato nell’emettere giudizi che gli sgorgavano dalla lunga esperienza. Argomento del giorno: l’incapacità diagnostica dei medici contemporanei. Todaro continuava a parlare anche se vedeva che Ricco Cosimo, gestore del bar vicino alla chiesa, trapiantato dal Sud al Nord, continuava il suo lavoro come al solito. Sapeva per esperienza che le orecchie del Cosimo erano allenate a non ascoltare. Continua a leggere

Dona Flor e i suoi due mariti – Jorge Amado

Vadinho, il primo marito di dona Flor, morì a Carnevale, una domenica mattina, mentre ballava un samba vestito da baiana in Largo 2 Luglio, non lontano da casa sua. Non apparteneva al gruppo, ci si era semplicemente aggregato, con altri quattro amici tutti vestiti da baiana, e tutti provenienti dal bar della zona di Cabeҫa, dove il whisky correva a fiumi, alle spalle di un certo Moysés Alves, piantatore di caffè, ricco e spendaccione.

Incipit da Dona Flor e i suoi due mariti
Jorge Amado

Dona Flor si sposa, rimane vedova. Decide di risposarsi. Amante e ballerino il primo, farmacista e amorevole il secondo. Dona Flor però sente molto la mancanza del primo e con un po’ di magia…

 

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