Autopsia virtuale – Patricia Cornwell

 

Autopsia virtuale

Nello spogliatoio del personale femminile butto il camice sporco nel cesto dei rifiuti pericolosi e mi tolgo gli altri vestiti e gli zoccoli. Mi domando se la scritta nera sul mio armadietto, Col. Scarpetta, verrà cancellata subito dopo la mia partenza per il New England, domani mattina. Finora non ci avevo pensato, ma è un’idea che mi disturba. Una parte di me non vuole andare via.

Incipit di Autopsia virtuale
Patricia Cornwell

La Cornwell ha descritto personaggi ben definiti e ha creato un mondo solido e concreto dove farli muovere. Il problema è che a lungo andare non sono più riuscita a reggerli. Da un libro all’altro: troppe rocambolesche avventure, troppi cambiamenti e troppa velocità nell’effettuarli. Troppo, ecco. Anche troppa realistica presentazione, secondo me, di un lavoro che ha molto di verminoso. A volte ho avuto l’impressione di leggere rapporti dettagliati stilati per il suo lavoro. Un’autrice che sicuramente merita ampiamente ogni premio e tributo ricevuto, ma che mi infila l’ansia sottopelle. Un’autrice che ha contribuito in modo considerevole alla diffusione del Medical Thriller, ma che in qualche modo mi ha ghiacciato con una sottile forma di disumanità. O, forse, non si regge a lungo il confronto con la propria Postmortem?

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4 pensieri su “Autopsia virtuale – Patricia Cornwell

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