Morte e vita di Bobby Z – Don Winslow

La vita di

Ecco come a Tim Kearney capita di diventare il leggendario Bobby Z.
Il modo in cui a Tim Kearney capita di diventare Bobby Z. è questo: affila come un rasoio la targa di un’auto e la usa per tagliare la gola al gigantesco Hell’s Angel soprannominato stinkdog, procurando al suddetto Stingdog una morte istantanea e a un agente della Dea di nome Tad Gruzsa un’istantanea felicità.
– Questo renderà molto più facile persuaderlo, – dice Gruzsa quando viene a sapere il fatto, e ovviamente si riferisce a kearney, perché Stinkdog ormai è al di là di ogni persuasione.

Incipit di Morte e vita di Bobby Z
Don Winslow

Pubblicato in italiano nel 2013 questo libro mi è piaciuto perché all’interno della solida storia affiorano personaggi ben descritti, ma anche ironia e bellezza. Assassino di un Hell’s Angel, ex marine e piccolo criminale accetta di impersonare uno spacciatore sparito da tempo e di farsi consegnare ad un boss messicano del narcotraffico. Mi è piaciuta la speranza che cova e che spinge questo personaggio.
Anche nella vita di tutti i giorni l’importante è avere una speranza per il domani, no?

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In viaggio con Lorenzo. Un giorno sull’isola – Concita De Gregorio

in viaggio con lorenzo un giorno sull'isola

– Faccio io, – aveva detto Tina. Sbuffando era andata in cucina a preparare l’infuso alla sorella. Parlava fra sé. – Una ricaduta, ti pareva. Alla vigilia della festa lei cosa fa? Si riammala. E la testa, gli occhi, e il dolore alle ossa. Tanto ci siamo noi, che problema c’è. Lei a letto io a cucinare. Lei a letto, e Agata al negozio, da sola. Non ce la può fare di sabato, di sabato, da sola. Ma lei, sis sa, è cagionevole. Fragile come tutte le cose belle, diceva la mamma.

Incipit di In viaggio con Lorenzo. Un giorno sull’isola
Concita De Gregorio

Mi è piaciuta l’dea di questo libro a quattro mani, dove madre e figlio si uniscono alla ricerca di storie dimenticate raccontate anni prima dal nonno. Un modo per stare assieme costruendo in due un comune vissuto, partendo da due punti di vista differenti: dell’adulto e dell’adolescente..
La giornalista De Gregorio e suo figlio Lorenzo ci raccontano di persone che si trovano d’estate su un’isola. Realtà e fantasia s’intrecciano., ma vengono spiegati e raccontati tutti gli eventi della vita reale e ci si confronta con essi. M’è piaciuta questa leggerezza di fiaba che propone concrete visioni di vita.
Tutto accade comunque, sia che si sia pronti o meno ad affrontarlo, perché quindi non cercare il modo migliore per farlo?

M’abbracci?

abbraccio all'albero

Correva a perdifiato nel bosco, respirando corto e breve. Fuori forma, faceva fatica.
Solo quand’era piccola aveva corso così, nel bosco fitto, piangendo per un dolore che sentiva insopportabile.
A quarantacinque anni non aveva più l’energia dei sei. All’epoca avrebbe anche potuto gridare, correndo. Come le era capitato quando le avevano rubato la bicicletta. Si era sentita così impotente di fronte a quell’ingiustizia! Continua a leggere

Everyman – Philip Roth

Everyman

Intorno alla fossa, nel cimitero in rovina, c’erano alcuni dei suoi ex colleghi pubblicitari di New York che si ricordavano la sua energia e la sua originalità e che dissero alla figlia, Nancy, che era stato un piacere lavorare con lui.
C’erano anche delle persone venute su in macchina da Starfish Beach, il villaggio residenziale di pensionati sulla costa del New Jersey dove si era trasferito dal Giorno del Ringraziamento del 2001: gli anziani ai quali fino a poco tempo prima aveva dato lezioni di pittura. E c’erano i due figli maschi delle sue turbolente prime nozze, Randy e Lonny, uomini di mezz’età molto mammoni che di conseguenza sapevano di lui poche cose encomiabili e molte sgradevoli, e che erano presenti per dovere e nulla più.

Incipit di Everyman
Philip Roth

Roth pubblica in Italia questo testo nel 2007. Everyman, in italiano l’uomo comune, è il titolo di una rappresentazione del quattrocento anonima, un testo classico della letteratura inglese che tratta della morte e della sua inevitabilità per tutti. La storia raccontata da Roth analizza il suo Everyman mentre per tutta la vita osserva i segnali dell’avvicinarsi della morte in tutti i suoi conoscenti e amici e nel suo stesso corpo. Tre matrimoni falliti, due figli, una figlia, un fratello del quale invidia la prestanza fisica, l’aumentare del proprio disagio fisico. Amo il modo di scrivere di Roth, mi trascina dove vuole lui, mi fa sentire e vedere quello che vuole lui.
Vi piace immedesimarvi in un personaggio fino a riuscire ad identificarvi?

Colpo di stato di banche e governi – Luciano Gallino

Colpo di stato di banche e governi.

La crisi esplosa nel 2007 – 2008 è stata sovente rappresentata come un fenomeno naturale, improvviso quanto imprevedibile: uno tsunami, un terremoto, una spaventosa eruzione vulcanica. Oppure come un incidente tecnico capitato fortuitamente a un sistema, quello finanziario, che funzionava perfettamente. In realtà la crisi che stiamo attraversando non ha niente di naturale o di accidentale. È stata il risultato di una risposta sbagliata, in sé di ordine finanziario ma fondata su una larga piattaforma legislativa, che la politica ha dato al rallentamento dell’economia reale che era in corso per ragioni strutturali da un lungo periodo.

Incipit di Colpo di stato di banche e governi
Luciano Gallino

Leggere questo libro è stato interessante ma anche faticoso, perché mi ha fatto capire un po’ come lavorano le teste, o almeno, come l’autore ritiene che lavorino le teste che ci governano. Appena vengo attirata da un titolo sull’argomento ne vengo poi violentemente allontanata perché non accetto i modi di ragionare della politica, ma soprattutto dei banchieri.
Così difficile leggere qualcosa che ti fa contorcere lo stomaco? Non per il modo nel quale è scritto, ma per quello che ti costringere a vedere?

Stagioni – Mario Rigoni Stern

stagioni

Sono nato alle soglie dell’inverno, in montagna, e la neve ha accompagnato la mia vita. All’asilo infantile le suore ci avevano insegnato una canzoncina che diceva di un bambino che dormiva in una culla e di una vecchia che cantava, il mento sulla mano: «…Nel bel giardino il bimbo s’addormenta.| La neve fiocca lenta, lenta, lenta». Scopersi molto tempo dopo che era un sonetto del Pascoli.
Alle scuole elementari il maestro Marcant ci faceva cantare: «Sui lucenti e tersi campi del nevaio sconfinato | Sorridenti al nostro fato…», che nella Grande Guerra era stato l’inno degli alpini sciatori.

Incipit di Stagioni
Mario Rigoni Stern

Stern racconta la sua vita descrivendo piccoli episodi della giornata montana e grandi dirupi dell’animo umano trasformati nei giorni della campagna di Russia e del lager. Ogni fatto, quotidiano semplice e pacificante, ha lo stesso peso dei drammi al limite della tollerabilità, perché ogni passo fa il cammino. Descrive il cadenzato passare delle stagioni, ritmato dalle tradizioni, dagli uomini, dagli alberi che cambiano e dalla terra che da il meglio di sé. Stern osserva il suo mondo, a volte malinconico, a volte divertendosi e ci regala la testimonianza di un mondo che con lui rivive.

I brutti anatroccoli – Piergiorgio Paterlini

brutti anatroccoli

Alcuni dei miei libri nascono, e mi crescono nella testa, anche molti anni prima che li scriva. I brutti anatroccoli è uno di questi. Uscito in prima edizione nel 1994, da molto tempo girava nel mio cervello. Erano i primi anni Ottanta quando «l’Unità» chiese a uno dei suoi migliori inviati, Eugenio Manca, mio caro amico allora come oggi, di venire in Emilia – Romagna a fare un’inchiesta davvero precoce sul razzismo.

Incipit di I brutti anatroccoli
Piergiorgio Paterlini

M’ha colpito questo libro che racconta della bruttezza. Dieci casi di ordinaria bruttezza e la tristezza e la cattiveria che attornia ognuna di esse. Dal “Grassona, ma non ti vergogni a mangiare così?” alla disperazione di non poter mai avere una carezza, un abbraccio, un minimo contatto fisico. Direi che questo libro dovrebbe essere letto un po’ da tutti e adottato nelle scuole. Se vi dovesse capitare leggetelo, per farvi un regalo importante.
Perché aumentare il disagio di vivere di altre persone, già meno fortunate. Solo per fare una battuta? Solo per mettere a disagio tutti? Solo per sembrare un coraggioso che sa dire pane al pane?

Che cos’è la semeiotica? Una guida per immagini – Sean Hall

semeiotica

Vi sono molti punti di vista sul modo di conferire senso al mondo. In sostanza, c’è un mondo che esiste indipendentemente e sta a noi escogitare segni e sistemi di comunicazione che gli corrispondano. L’ipotesi è che sia possibile «rifare» aspetti del mondo mediante la sua imitazione o rappresentazione: il che può definirsi, in senso lato un «linguaggio».
La tabella che segue fornisce una visione piuttosto superficiale e semplicistica di come ciò possa avvenire. Un problema è che i sistemi di comunicazione influenzano, e possono persino alterare, il nostro modo di vedere il mondo. Il ambito semeiotico, si sostiene che i sistemi di comunicazione influenzano, e possono persino alterare, il nostro modo di vedere il mondo.

Incipit di Che cos’è la semeiotica? Una guida per immagini
Sean Hall

Bel libro del 2012. Semeiotica la scienza che studia in che modo capiamo ed interpretiamo i segni. I 76 concetti basilari sono spiegati in modo molto chiaro e con con foto e disegni, in modo che chi legge possa agevolmente capire ciò che sta vedendo e comprendendo in che modo si forma il significato. Credo sia meglio capire bene i segnali che ci arrivano dal mondo, no?

Giobbe Tuama & C. – Augusto De Angelis

Giobbe Tuama

L’uomo andava pei viali del giardino pubblico, interessandosi a tutto con placidità contemplativa. Si fermava a guardare i cigni nel laghetto, il pellicano sull’erba, le scimmie nella gabbia, la foca a piatto sulla riva.I bimbi, che giravano a tondo; le bambine che a passetti misurati avanzavano e cantavano, tenendosi per le manine: «Ecco l’ambasciatore col trallarillallero…»

Incipit di Giobbe Tuama & C.
Augusto De Angelis

Augusto De Angeli, uomo di ampia e profonda cultura, fu il padre del giallo italiano; l’autore che dettò le caratteristiche dell’investigatore all’italiana anche se in un periodo storico non molto favorevole. Il fascismo infatti non amava il genere giallo allora importato dal mondo anglosassone. Giobbe Tuama & C. fu pubblicato per la prima volta nel 1936. Mi è piaciuta moltissimo l’ambientazione e la descrizione dell’ambiante Milanese. Ho amato molto le caratteristiche profondamente umane del Commissario de Vincenzo, di fondo un malinconico e colto poeta, e l’atmosfera che richiama e respira quella del Maigret parigino con le profonde indagini psicologiche che sondano gli indiziati e che caratterizzano le sue storie.
Stiamo un po’ perdendo l’abitudine ad indagare il mondo attorno a noi con attenzione e soprattutto a sondare con un minimo di psicologia chi ci circonda. Per questo ognuno sta sempre intrappolato solo nella fioca luce del suo display?