Elogio alla brevità

vento

Elogio alla brevità

Tutto ciò che ci circonda viaggia a velocità elevata.
Abbiamo tutti molte cose da fare e dobbiamo imparare a farle tutte assieme e nel minor tempo possibile.
Sono dell’opinione, quindi, che la brevità debba diventare la mia arte migliore.
Riassumere stringatamente non sarà più una delle opzioni possibili. Sarà la necessità.
La stringatezza sarà uno dei miei obiettivi. Perché devo essere concentratia e riuscire a non disperdere, né il tempo, né i concetti che voglio esprimere.
Per rubarvi solo un minuto, o giù di lì.
E regalarvi un pensiero, un’idea, una frase o due e una gran voglia di leggere il libro che vi consiglio. O di scrivere meglio di me un pezzo con un dato argomento.
Lo so, gli altri blogger non fanno così. I giornalisti non fanno così, le altre persone non fanno così. Gli scrittori non fanno così.
Loro non perseguono il mio scopo. Non voglio il mio ego esposto al centro di questo blog, ma ci vorrei quelli delle persone che lo visitano. Di chi, magari è di corsa, è di fretta, non ha tempo, o non ne c’è arrivato apposta, ma cercando altro.
Questi credo siano i protagonisti.
Per questo le mie non sono recensioni, analisi, articoli ecc. ecc. come tutte le altre.
Sono frammenti che tento di rendere massimamente incisivi. Perché chi esce dal mio blog li porti con sé. E se ne serva per far nascere altro. Come idee portate dal vento in terreno fertile.

Per chi vuole approfondire:

http://lettura.corriere.it/debates/elogio-della-brevita/
http://www.sagarana.net/anteprimal.php?quale=193
http://keespopinga.blogspot.it/2010/04/elogio-della-brevita.html
http://www.mithrilart.it/rivista/elogio-della-brevita-italo-calvino/
http://gruppodilettura.wordpress.com/2008/02/06/borges-calvino-e-lelogio-della-brevita/
http://www.mestierediscrivere.com/articolo/esercizi
http://www.kataweb.it/spec/articolo_speciale.jsp?ids=746183&id=746186
http://www.boll900.it/2002-i/Scola.html
http://www.academia.edu/4907818/Italo_Calvino_sei_lezioni_sul_mondo_digitale
http://www.agranelli.net/DIR_rassegna/ARTbrevita.pdf

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Le avventure di Jonathan Gullible – Ken Schoolland

le avventure

In una ridente cittadina costiera, molto tempo prima che venisse invasa da stelle del cinema e sfavillanti decappottabili, viveva il giovane Jonathan Gubble. Era un ragazzo come tanti, ma i suoi genitori lo trovarono particolarmente intelligente, schietto e con un fisico da atleta dalla cima della scompigliata zazzera castana fino alla punta dei grandi piedi. Lavoravano tutti e tre nel loro piccolo negozio di candele al centro del paese, il cui porto ospitava un’attiva flotta di pescherecci – e dove c’era chi lavorava sodo e chi no, esattamente come nel resto del mondo.

Incipit di Le avventure di Jonathan Gullible
Ken Schoolland

L’autore, Ken Schoolland, è un economista americano formatosi alla George Town University che insegna alla Hawaii Pacific University di Honolulu. Il suo libro è la fantastica avventura del protagonista Jonathan Gullible, che approda in una strana isola governata con pugno di ferro. Imprescindibile per chi desidera imparare a scrivere una perfetta critica sociale in veste di narrazione per l’infanzia, nella più pura tradizione anglosassone (da Defoe a Swift).

Poesie romantiche – Hermann Hesse

Ich bin ein stern

Ich bin ein stern am Firmamennt,
Der die Welt betrachtet, die Welt verachtet,
Und in der eignen Glut verbrennt.

Ich bin das Meer, das nächtens stürmt,
Das klagende Meer, das opferschwer
Zu alten Sünden neue türmt.

Ich bin von Eurer Welt verbannt
Vom Stolz erzogen, vom Stolz belogen,
Ich bin der König ohne Land.

Ich bin die stumme Leidenschaft,
Im Haus ohne Herd, im Krieg ohne Schwert,
Ubd krank an meiner eignen Kraft.

Traduzione di Brunamaria Dal Lago Veneri:

Sono una stella

Sono una stella del firmamento
che osserva il mondo, che disprezza il mondo
e che si brucia nel proprio fuoco.

Sono il mare che di notte s’infuria,
il mare piangente che per un grave sacrificio
ad antichi peccati i nuovi accatasta.

Sono esiliato dal vostro mondo,
dall’orgoglio educato, dall’orgoglio ingannato,
sono il re senza regno.

Sono la muta passione,
senza focolare in casa, senza spada in guerra
ed ammalato della mia stessa forza.

Hermann Hesse
Poesie romantiche

Oggi ho scelto di pubblicare una poesia di Hermann Hesse, premio Nobel alla letteratura nel 1946, conosciuto in Italia per alcuni suoi testi in prosa come ‘Narciso e Boccadoro‘, ‘Il lupo della steppa‘, ‘Il gioco delle perle di vetro, ‘Demian‘, ‘Siddharta‘, perché leggere poesia è fondamentale per chi vuole arricchire i propri testi di musicalità, di parole evocative, di mondi richiamati alla mente solo accostando suoni riprodotti in un certo ordine.

Il bell’Antonio – Vitaliano Brancati

bell'antonio

Dei siciliani scapoli che si stabilirono a Roma intorno al 1930, otto per lo meno, se la memoria non m’inganna, affittarono ciascuno una casa ammobiliata, in quartieri poco rumorosi e frequentati, e quasi tutti andarono a finire presso insigni monumenti, dei quali però non seppero mai la storia né osservarono la bellezza, e talvolta addirittura non li vedero. Che cosa non saltò il loro occhio ansioso di scorgere la donna desiderata in mezzo alla folla che scendeva dal tram? Cupole, portali, fontane… opere che, prima di essere attuate e compiute, tennero aggrottate per anni la fronte di Michelangelo o del Borromini, non riuscirono a farsi minimamente notare dall’occhio mobile e nero dell’ospite meridionale!

Incipit di Il bell’Antonio
Vitaliano Brancati

Brancati pubblicò a puntate questo romanzo sul settimanale ‘Il Mondo’ nel 1949. Venne edito poi da Bompiani. Un testo ironico e divertente che denuncia e critica il fascismo. Che rappresenta in modo esemplare e schietto l’atteggiamento borghese e socialmente demonizzante con il quale in quegli anni veniva trattata l’impotenza maschile, in modo particolare al Sud. Brancati si serve del grottesco e della satira pungente. Della comicità e della tragedia. Beffardo anche nel linguaggio.
Ottimo libro di analisi e critica sociale, indispensabile per chi voglia imparare meglio come utilizzare il ridicolo quale mezzo espressivo.

Felicità. Cos’è la ricerca della felicità? – Maurizio Ferraris

pastello

«Tutte le famiglie felici si somigliano», scriveva Tolstoj iniziando Anna Karenina. Ma la felicità è sempre la stessa? Non si direbbe, se per esempio seguiamo la Storia della felicità di Fulvia de Luise e Giuseppe Farinetti (2001), dove è manifesta la popolarità tra la ricerca di misura degli antichi e il dinamismo un po’ ossessivo dei moderni. Tuttavia, almeno a dar retta ai filosofi, l’ipotesi che la felicità sia strettamente connessa con la virtù e il sapere è di gran lunga prevalente: da Socrate alla felicità mentale teorizzata dagli scolastici medievali, sino al nesso tra virtù, perfezione e felicità in Cartesio e Spinoza. Ma è legittimo sospettare un conflitto di interesse, non diverso da quello per cui (osserva ancora Tolstoj, ma in Guerra e pace) sembra che la storia la facciano solo i generali, perché i generali sono tra i più prolifici scrittori di storia.

Incipit di Felicità. Cos’è la ricerca della felicità?
Maurizio Ferraris

Questo quesito con relativa risposta ed excursus filosofico con citazioni di vari autori, l’ho trovato pubblicato in un testo snello, allegato a Repubblica. Ottima lettura che mi ha fatto pensare molto.
Da quel momento in poi, però, la mia attenzione è stata attratta dal fatto che più aumenta l’incertezza per la crisi economica, più aumentano le pubblicazioni, anche estemporanee, che parlano di felicità e che consigliano agli essere umani come essere felici. Non solo, aumentano anche i siti dedicati alla psicologia spicciola o ricchi di contenuti apparentemente motivazionali. Traboccanti di temi e frasi positivi su sfondi d’immagini suggestive, ma sostanzialmente vuoti di contenuti pregnanti. Stessa invasione l’ho notata nei social.
Una leggerezza che è a tutti gli effetti superficialità e vendita illusoria di benessere. Credo.
E, tutto sommato, ottiene l’unico scopo di demonizzare le persone che non ragionano easy, che rifiutano di sfarfallare nei colori pastello. Illudendo che la vita secondo felicità sia facilità. Credo.

Signor Malaussène – Daniel Pennac

Malaussene

Il bambino era inchiodato alla porta come un uccello del malaugurio. I suoi occhi plenilunio erano quelli di una civetta.
Loro erano sette e salivano le scale quattro a quattro. Naturalmente ignoravano che questa volta gli avevano inchiodato un moccioso alla porta. Pensavano di aver già visto tutto e quindi correvano verso la sorpresa. Ancora due piani e un piccolo Gesù di sei o sette anni avrebbe sbarrato loro la strada. Un bambino-dio inchiodato vivo alla porta. Chi può immaginare una cosa simile?

Incipit di Signor Malaussène
Daniel Pennac

Questo libro è il quarto (di sei) della serie appartenente al ciclo dei romanzi dedicati alla famiglia Malaussène e Daniel Pennac lo scritto nel 1995. Tutto il ciclo è scritto con una ironia sottile e una grande capacità di raccontare una società trasformandola in surreale pur mantenendo intatta la sua concretezza. Precisa la descrizione dei luoghi Francia, Parigi, quartiere di Belleville che cozza con le descrizioni dei personaggi, divertenti e improbabili come appunto il Signor Malaussène, uomo colto ma che non ha mai ottenuto un lavoro regolare finché non assume il ruolo di capro espiatorio e capo tribù della strana famiglia. Da leggere per scoprire come si tengono i fili dei propri personaggi e soprattutto come si riempiono di sentimenti.

Paesi tuoi – Cesare Pavese

Paesi tuoi

Cominciò a lavorarmi sulla porta. Io gli avevo detto che non era la prima volta che uscivo di là e che un uomo come lui doveva provare anche quello, ma ecco che si metteva a ridere facendo il malizioso come fossimo uomo e donna in un prato, e si butta sotto braccio il fagotto e mi dice: – Bisognerebbe non avere mio padre. Che gli scappasse da ridere me l’aspettavo, perché un goffo come quello non esce di là dentro senza fare matterie, ma era un ridere con malizia, di quelli che si fanno per aprire un discorso. – stasera mangerai la gallina con tuo padre, – gli dico guardando la strada.

Incipit di Paesi tuoi
Cesare Pavese

Testo particolare di Pavese, scritto nel 1939 e pubblicato nel 1941. Un libro che scandalizzò molto sia per la violenza delle parole, quasi dialettali, sia per la scabrosità del tema, l’incesto.
Molto coinvolgente e basilare per ogni lettore, soprattutto per chi ama la metafora o per chi vuole imparare ad usarla da un autore che ne ha fatto un’arte.

Maurizio e Fuffi

Maurizio e Fuffi

«Beh, son vecchia! Che volete? Sono nata che voi non c’eravate neppure e son ancora qui! Sono vecchia come il tempo, più o meno. E mi son sempre divertita, io. Ho ballato tanto nella mia vita, sapete? Ma te sei nuovo? Non ti ho mai visto qui.»
Discorso di presentazione della vicina di casa di mia nonna.
Ce la siamo trovata davanti, sul suo pianerottolo, io e Maurizio, il mio nuovo ragazzo. Continua a leggere

Assassinio sul molo – Anne Perry

assassinio sul molo

L’uomo era in equilibrio sulla poppa della chiatta, mentre la sua sagoma stravolta si stagliava contro le acque scintillanti del Tamigi, i capelli sferzati dal vento, il viso affilato, le labbra contratte. Poi, all’ultimo momento, quando l’altra chiatta l’aveva quasi superato, si accucciò e saltò. Per un pelo riuscì a raggiungere il ponte, precipitandosi a garantirsi un punto d’appoggio. Barcollò per un attimo, poi ritrovò l’equilibrio e si voltò. Agitò grottescamente le mani in segno di giubilo, poi cadde in ginocchio nascondendosi dietro le balle di lana piegate le une contro le altre.

Incipit di Assassinio sul molo
Anne Perry

Anne Perry, pseudonimo di Juliet Marion Hulme, arrestata e condannata per omicidio all’età di sedici anni, è maestra nel giallo storico. L’ambientazione di tutti i suoi romanzi, infatti, è quella della Londra della seconda metà dell’ottocento dove agiscono in modo perfetto i suoi due investigatori fissi: Thomas Pitt (30 libri) e William Monk (20 libri).
‘Assassinio sul molo’ è stato pubblicato in Inghilterra nel 2009 e ha come protagonista William Monk. Da leggere per tutti quelli che desiderano scrivere ambientando in un altro secolo la trama. Anche per chi non ama i gialli. La precisione storica e la capacità di Anne Perry di far rivivere la società inglese dell’epoca sono affascinanti.