Il bacio – Pablo Neruda

Vorrei

Il bacio

Ti manderò un bacio con il vento
e so che lo sentirai,
ti volterai senza vedermi ma io sarò lì
Siamo fatti della stessa materia
di cui sono fatti i sogni
Vorrei essere una nuvola bianca
in un cielo infinito
per seguirti ovunque e amarti ogni istante
Se sei un sogno non svegliarmi
Vorrei vivere nel tuo respiro
Mentre ti guardo muoio per te
Il tuo sogno sarà di sognare me
Ti amo perché ti vedo riflessa
in tutto quello che c’è di bello
Dimmi dove sei stanotte
ancora nei miei sogni?
Ho sentito una carezza sul viso
arrivare fino al cuore
Vorrei arrivare fino al cielo
e con i raggi del sole scriverti ti amo
Vorrei che il vento soffiasse ogni giorno
tra i tuoi capelli,
per poter sentire anche da lontano
il tuo profumo!
Vorrei fare con te quello
che la primavera fa con i ciliegi.

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I cento libri che rendono più ricca la mostra vita – Piero Dorfles

100 libri

Ho ordinato per raggruppamenti tematici i cento libri che fanno parte dell’elenco (che è anche il sommario del volume). Un elenco che ho stilato in seguito all’invito di molti radioascoltatori e telespettatori – soprattutto insegnanti – che hanno seguito le trasmissioni sui libri alle quali ho partecipato nel corso degli anni e mi hanno chiesto quali sono quelli che non si può aver letto.
Non si tratta di un «canone» personale; non ho preteso cioè di stabilire quali sono, per me, i libri più importanti della storia della letteratura. Non ho la presunzione di essere in grado di fare una scelta di tale portata.

Piero Dorfles
I cento libri che rendono più ricca la mostra vita

Trovo che Dorfles sia un ottimo conoscitore di libri. Mi piacciono molto i libri che consiglia: dai Viaggi di Gulliver a La metamorfosi, passando per Alla ricerca del tempo perduto, la Ballata di Natale, La morte a Venezia e così via. Ancor più del lettore comune, l’aspirante scrittore deve provare a leggerli tutti. Che fatica essere uomini! E ancor più: essere scrittori!

Shantaram – Gregory David Roberts

Gange

Ho impiegato molto tempo e o girato quasi tutto il mondo per imparare quello che so dell’amore, del destino e delle scelte che si fanno nella vita. Per capire l’essenziale, però, mi è bastato un istante, mentre mi torturavano legato ad un muro. Fra le urla silenziose che mi squarciavano la mente riuscii a comprendere che nonostante i ceppi e la devastazione del mio corpo ero ancora libero: libero di odiare gli uomini che mi stavano torturando oppure di perdonarli. Non sembra granché, me ne rendo conto. Ma quando non hai altro, stretto da una catena che ti morde la carne, una libertà del genere rappresenta un universo sconfinato di possibilità. E la scelta che fai, odio o perdono, può diventare la storia della tua vita.

Incipit di Shantaram
Gregory David Roberts

Non c’è nulla da fare, a volte un libro arriva dritto in testa (non perché è caduto dallo scaffale e con le sue 1200 pagine ha regalato al malcapitato una commozione celebrale!) e se ne viene travolti.
Questo, per me, è accaduto con Shantaram.
Che fa allora il povero scrittore in fieri? Si rilassa e lo legge fino alla fine. Tranquillo e sereno, con la mente ben aperta: il libro gli insegnerà tutto. Più o meno. E gli darà gioia, gratificazione, divertimento… Buona giornata!

Spegni il fuoco della rabbia – Thich Nhat Nanh

Rabbia 1

Per me essere felici significa soffrire di meno. La felicità sarebbe impossibile se non fossimo capaci di trasformare il dolore dentro di noi.
Molti cercano la felicità al di fuori di sé, ma la vera felicità deve venire da dentro. La nostra cultura afferma che si è felici se si hanno soldi, potere e una buona posizione sociale. Se osservate con cura, però, notate che molte persone ricche e famose non sono felici. Anzi, molte di loro si suicidano.
Il Buddha e i monaci e le monache del suo tempo non possedevano nulla all’infuori di tre abiti e una ciotola; eppure erano molto felici perché possedevano qualcosa di estremamente prezioso: la libertà.

Incipit di Spegni il fuoco della rabbia
Thich Nhat Nanh

Testi come Spegni il fuoco della rabbia propongono un punto di vista differente sul nostro modo di vivere occidentale che passa attraverso la cultura orientale. Questa tipologia di testi è utile ad un apprendista scrittore perché mettono in luce abitudini e comportamenti caratterizzanti l’uomo europeo e che a volte sono dati talmente per scontati che non ci soffermiamo ad analizzarlo. Cioè rispondono a domande quali: come descrivo il mio personaggio pieno di rabbia?
Vi è una risposta diretta nel testo? No, siamo noi a trovarla in brani come questo: «Quando uno non sa come trattare la propria sofferenza lascia che si spanda su tutte le persone che gli stanno intorno. È naturale: quando soffri fai soffrire le persone che ti circondano.» attraverso queste osservazioni possiamo avere utili suggerimenti per come far muovere il nostro personaggio arrabbiato. Esempio terra, terra: «Filippo entrò in ufficio dopo aver litigato con la moglie e pieno di una rabbia cieca, iniziò quasi subito a prendersela con i suoi colleghi fannulloni e scansafatiche.»
In questo modo otteniamo un comportamento da arrabbiato, ma verosimile, per il nostro personaggio.

Prova a mentirmi – Antonio Meridda, Fabio Pandiscia

Menzogna

Benvenuti! In questo libro parleremo di verità e bugie, della maschera che impariamo a portare fin da bambini e a come toglierla. Affronteremo i vari ambiti in cui ciò accade: al lavoro, con gli amici, con il partner e a ogni altro incontro. Perché è bene dirlo sin da subito, tutti mentiamo! Senza bugie non sarebbe possibile mantenere una società umana. Purtroppo, molte persone se ne approfittano in maniera spudorata, e finiscono per rendere non solo difficile ma anche controproducente la sincerità.

Incipit di Prova a mentirmi
Antonio Meridda, Fabio Pandiscia

Con questo libro siamo catapultati nel mondo di Lie to me in versione italiana. Il manuale Prova a mentirmi spiega il significato di centinaia di gesti rivelatori, che le persone fanno senza volere, corredandoli di spiegazioni e foto illustrative. Mi ha subito interessato perché mi piace indagare le mosse dell’altro e carpirne qualche segreto a sua insaputa. Desiderio nato leggendo le avventure di Kathryn Dance, personaggio protagonista di alcuni libri di Deaver (La bambola che dorme, La strada delle croci, Sarò la tua ombra). Mi affascina poter essere in grado di scoprire chi mente. Ancor più mi affascina creare personaggi che si ‘tradiscono’ attraverso il linguaggio del corpo.

La questione del metodo – Jaques Bonnet

La questione del metodo

Io, Jean Hennequin, Laureato, addì 3 aprile 1583, principio a riferire alcuni fatti avvenuti nel dicembre ultimo scorso a Parigi e che impressionarono assai gli animi. Talune circostanze note a me soltanto potranno interessare i lettori a venire. Vorrei anche contribuire a meglio conoscere il mio maestro Giordano Bruno, partito ieri per l’Inghilterra lasciandomi orfano di spirito e d’amicizia. I viaggi sono perigliosi, la Manica perfida, Londra – a quel che si dice – ostile agli stranieri e il mio maestro è di una rara imprudenza, quando non di una insigne goffaggine, che mi fa temere di non rivederlo mai più. Sicché tanto vale scrivere mentre ancora la sua voce è ben presente al mio orecchio e i fatti in questione vivi nella mia mente.

Incipit di La questione del metodo
Jaques Bonnet

Il premio Campiello 2014 è stato assegnato a ‘Morte di un un uomo infelice’ di Giorgio Fontana, che appartiene al genere giallo. Genere che ultimamente in Italia è diventato veicolo di divulgazione della nostra storia recente e delle variazioni sociali implicite in essa. Jac Bonnet invece è autore di libri d’arte ed editore che si è poi dedicato alla scrittura di romanzi iniziando proprio da ‘La questione del metodo’ uscito nel 2003. Che hanno in comune due autori così differenti come Fontana e Bonnet? Lo stesso metodo di divulgare le idee attraverso storie gialle. Infatti Bonnet ci racconta Giordano Bruno e del suo modo di indagare filosoficamente la realtà attraverso un’indagine per omicidio ambientata nel 1585 perché: «Un delitto è come un testo filosofico, va studiato seriamente. Bisogna tornare alle fonti, smontarne il meccanismo, sottoporlo a tortura, e rispettarne la coerenza. E’ quanto farò con questo massacro.»

Il mio amico immaginario

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Il vento mi è sempre piaciuto.
Oggi, a tratti, è forte.
Prima sibila lento, e nelle raffiche lunghe trascina pigramente foglie gialle e rosse d’autunno, una lattina, pezzi di carta, un foglio di un giornale che sbraita della crisi e dell’ingente debito pubblico, manciate di polvere a forma di onde schiumose che, un minuto dopo, sprofondano nell’asfalto bagnato. Continua a leggere

Amare Tradire – Aldo Carotenuto

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Nel corso del suo studio sul sogno Freud aveva scoperto che l’inconscio ignora la negazione e che, di conseguenza, nel sogno non è dato rinvenire una rappresentazione del “no”. Una medesima immagine onirica doveva conseguentemente valere sia per l’affermazione sia per la negazione. Tale “doppio movimento” poteva applicarsi anche al linguaggio, come Freud aveva avuto modo di constatare nel leggere un opuscolo pubblicato nel 1884 dal filologo Karl Abel e intitolato Significato opposto delle parole primordiali. Dall’opuscolo Freud traeva la nozione secondo la quale nelle lingue più antiche, l’egiziano in primo luogo ma anche le lingue semitiche e indoeuropee, significati opposti quali, ad esempio, “forte/debole” o “grande/piccolo”, venivano espressi dalla medesima radice linguistica.

Incipit di Amare Tradire
Aldo Carotenuto

Quindi amare e tradire sono concetti che si intrecciano spesso. I tradimenti scoperti nelle coppie si assestano attorno all’80%, però circa il 70% dei ménage rimane assieme, nonostante tutto, per la cosiddetta dipendenza affettiva. Il testo è sicuramente il meno divulgativo tra quelli presentati, ma espone concetti importanti sia per la maturazione personale sia per la creazione di una equilibrata emotività interiore di un personaggio. Ciò che più mi ha colpito è stata la considerazione che la nostra psiche lotta continuamente, dato che evolve continuamente, per rimanere libera dalle ‘etichette’ richieste dall’ambiente sociale o dal desiderio di persona che chi amiamo e vive con noi vuole accanto.