L’ospite inquietante. Il nichilismo e i giovani – Umberto Galimberti

giovani

Un libro sui giovani: perché i giovani, anche se non sempre ne sono consci, stanno male. E non per le solite crisi esistenziali che costellano la giovinezza, ma perché un ospite inquietante, il nichilismo, si aggira tra loro, penetra nei loro sentimenti, confonde i loro pensieri, cancella prospettive e orizzonti, fiacca la loro anima, intristisce le passioni rendendole esangui.
Le famiglie si allarmano, la scuola non sa più cosa fare, solo il mercato si interessa di loro per condurli sulle vie del divertimento e del consumo, dove ciò che si consuma non sono tanto gli oggetti che di anno in anno diventano obsoleti, ma la loro stessa vita, che più non riesce a proiettarsi in un futuro capace di far intravedere una qualche promessa. Il presente diventa un assoluto da vivere con la massima intensità, non perché questa intensità procuri gioia, ma perché promette di seppellire l’angoscia che fa la comparsa ogni volta che il paesaggio assume i contorni del deserto di senso.

incipit di L’ospite inquietante. Il nichilismo e i giovani
Umberto Galimberti

È un testo che riunisce, riordina a articola interventi che Umberto Galimberti ha pubblicato sul Corriere tra il 1995 e il 2007 a commento di eventi di cronaca di violenza e bullismo, nonché di dipendenze da droghe con protagonisti giovani. Freud definisce il nichilismo giovanile come: il più inquietante fra tutti gli ospiti, nato dallo profondare delle certezze sulle quai l’Occidente ha basato i propri valori. Valori sostituiti dalla fiducia nella tecnica, purtroppo incapace, per sua natura, di offrire risposte soddisfacenti alle esigenze filosofico-morali dell’animo inquieto dei ragazzi. Viene cancellata così la loro aspirazione al futuro.
Il disagio sociale è determinato dall’incapacità culturale di offrire certezze, sicurezze e di dissipare l’incertezza del futuro. Soprattutto all’interno dei due grandi referenti giovanili: la scuola, in gran parte soverchiata dal nozionismo, e la famiglia, dove i rapporti sono improntati alla parità e alla contrattualità. L’animo giovanile si è andato atrofizzando, quindi, in apatico e indifferente analfabetismo emotivo.
Un nuovo modo d’agire di famiglie e scuola potrebbe ricondurre i giovani alla scoperta di sé stessi, ad individuare le potenzialità intellettive di cui sono forniti e a rendere possibile il tradurle in atti.
Un testo intenso, affascinante come un romanzo.

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