Laboratorio di scrittura – Appunti 1

Laboratorio di scrittura

Appunti

Perché laboratorio? Perché è il luogo dove normalmente si sperimenta. Noi sperimentiamo con le parole. Giochiamo con le parole e le utilizziamo per imparare tecniche e modi per migliorare il nostro modo scrivere.

Questo è un articolo di presentazione e faremo quindi una carrellata generale sui principali temi che affronteremo poi nelle varie sezioni dedicate a ciascun argomento. Ci saranno quindi più indicazioni teoriche e verranno proposti meno esercizi che nelle sezioni successive.

Come primo step suggerirei di entrare in confidenza con la struttura dello scrivere e con le parole che servono per capirci mentre parliamo di scrittura e con le idee di fondo che regolano la creazione di un testo scritto.

In linea generale fondamentali per la buona stesura di un testo sono:

LA PREPARAZIONE
SVILUPPARE UNA SOLIDA TRAMA ANCHE ATTRAVERSO LETTURA
STESURA
REVISIONE

In premessa iniziale sfatiamo due miti:

1. Per scrivere bene o con successo è necessario che la storia sia assolutamente originale e singolare e che nessuno l’abbia mai raccontata prima. Non è assolutamente così. Perché tutto è già stato scritto. Come tutto è già stato dipinto, scolpito, rappresentato. Come dimostrano le varie scuole pittoriche, impressionisti, divisionisti, cubisti ecc. ecc. cos’è che rende un testo affascinante per il lettore o un’opera d’arte per il fruitore? L’originalità dell’esecuzione. Nello specifico nostro il modo di narrare, di raccontare e di costruire la fabula, la storia, gli intrecci i personaggi. La differenza è data dal modo in cui si spiega, si fa capire, si mostra ciò che raccontiamo. Cioè è fondamentale il modo in cui si esprime la propria forma d’arte. Noi siamo come siamo per la somma delle esperienze che abbiamo fatto e il nostro modo di ragionare e sentire è UNICO quindi anche la storia narrata da noi sarà unica.
2. Bisogna seguire l’istinto e scrivere quando si ha l’ispirazione. Scrivere seguendo l’impulso o di getto, intendiamoci, è importante. Ma prima di dedicarci a questo aspetto, dobbiamo aver chiaro in mente cosa vogliamo fare. Dobbiamo costruire un’ossatura, dobbiamo stendere un progetto concreto e molto minuzioso di quanto vogliamo scrivere.

Oggi, in linea di massima si scrive di più rispetto ad una volta, soprattutto sul lavoro. Pensiamo alle e-mail, ai messaggi ecc. C’è più famigliarità con la scrittura.
Ma se la lettura, come abbiamo visto, è soprattutto un’azione solitaria che può essere condivisa ed effettuata anche coralmente, come atto di socializzazione; la scrittura è principalmente un atto al quale serve condivisione. Come giustamente considerato in questo micro – brano di Gabriele Azzurro: “…nello scritto, protetto in una bottiglia, che affidiamo al mare ci sono sempre due destinatari a noi sconosciuti. Uno non sappiamo chi è, l’altro sì. Il primo è chi lo leggerà, il secondo siamo noi stessi…”, a volte, scrivendo, possiamo rimanere stupiti di quanto riusciamo ad esprimere, ma rimaniamo sempre in attesa di un lettore.
Ecco perché quindi è importante preparare un’impalcatura a quanto scriviamo e non farlo solamente di getto o seguendo l’ispirazione: primo per non disorientare chi ci legge con dei disordini narrativi o logici e secondo perché l’ispirazione dura poco e la riceviamo di rado e a capriccio suo.
È anche il motivo del titolo del corso: L’artigiano della scrittura, perché dobbiamo imparare a costruire il nostro testo come un artigiano costruisce il suo oggetto d’arte.
Ci sono molti testi di testi che possono essere utilizzati per imparare a scrivere.
A cosa serve allora frequentare un laboratorio di scrittura?
Serve a trovare il nostro primo lettore: cioè, il gruppo e chi agevola la serata ascoltano e leggono il testo di chi lo propone e gli offrono le loro considerazioni.
Da questa condivisione esce un’importante prima revisione con arricchimenti e spunti e trasforma ciò che ci è sceso dalla nostra penna in qualcosa di migliore.
Questo confronto i manuali non lo possono offrire. Loro sono muti.

Prima scelte da effettuare?

SCEGLIERE IL GENERE: giallo, noir (romanzo nero), Rosa, saggio di…., Thriller (to thrill=rabbrividire, tensione) filosofico ecc.ecc.

EPOCA D’AMBIENTAZIONE: il nostro testo lo ambientiamo ai nostri giorni? Oppure in un passato storico preciso? Nel futuro? Nella preistoria? Ogni scelta che noi facciamo è fondamentale perché condizionerà poi tutto il nostro scritto, le parole che dovranno venir utilizzate, la scelta degli oggetti di cui i nostri personaggi possono servirsi o meno, i modi di dire, lo stile. I Concetti, struttura sociale dell’epoca ecc. ecc.

CHE TIPO DI SCRITTO? Libro, racconto, racconto lungo o breve. Cioè determiniamo più o meno la lunghezza con la quale vogliamo confrontarci. Meglio se decidiamo approssimativamente anche la quantità di pagine che intendiamo scrivere.

LA LUNGHEZZA

PRIMA DIGRESSIONE NECESSARIA:
COSA S’INTENDE PER PAGINA IN SCRITTURA?
Un foglio riempito con 1800 battute cioè con 30 righe di 60 battute chiamato CARTELLA

CHE MESSAGGIO ISPIRA IL MIO LAVORO? Ciò che scriviamo deve per forza avere un messaggio. Altrimenti non potremmo mai trattenere l’attenzione del lettore. Razionalmente, quindi senza cavalcare l’onda dell’ispirazione momentanea, dobbiamo individuare il messaggio che vogliamo far arrivare chiaramente al lettore e tenerlo ben presente ogni volta che scriviamo il testo. Un esempio molto semplice, vogliamo raccontare la storia d’amore di una ragazza di colore che s’innamora di un ragazzo bianco. Il messaggio più importante, tra quelli possibili, che scelgo di far arrivare al lettore è che la forza dell’amore supera tutti gli ostacoli.
Su questo mi devo concentrare. Potrò anche inserire altri messaggi nella storia, per esempio che combattere l’odio con la violenza è sbagliato, che seguire ragionamenti razzisti porta ad un conflitto civile ecc.ecc. Ma non mi posso permettere di inserirne così tanti da non portarli tutti alla fine, da non dare loro conclusione e completezza, perché questo distrae il lettore, che prova confusione nel leggere la storia. Perché non capisce dove vogliamo andare a parare. Quindi meglio scegliere un’idea, il messaggio chiave e seguirlo molto attentamente, mettendolo in evidenza e lasciando gli altri inseriti in zone precise, in episodi circoscritti.

TUTTO QUANTO DETTO E’ PER ARRIVARE A PARLARE DEL
PATTO DI SOSPENSIONE DELL’INCREDULITà

Tutta questa preparazione ci serve per mantenere fede a quello che viene chiamato il patto della sospensione della incredulità. Il lettore sospende la sua facoltà critica per immergersi nel nostro mondo, nell’ambientazione che noi abbiamo creato per lui. Lui sa che noi nel libro siamo i creatori e che reggiamo tutte le fila della narrazione e si abbandona fiducioso al nostro racconto.
Sospende la CRITICA e SOPPRIME LA RAZIONALITà per ascoltarci a patto che noi si riesca a creare un mondo perfettamente coerente. La sua incredulità, cioè, reggerà, sarà a nostra disposizione fintanto che il nostro mondo, il mondo creato per la storia, sta in piedi.
Il lettore è pronto a coglierci in fallo. Quindi se nella nostra storia c’è una mancanza logica lui si sente tradito e supponiamo che ne possa anche perdonarne una lieve, sicuramente non ce ne perdonerà una grossa.
Per questo è bene PREPARARE degli SCHEMI dove annotare tutte le indicazioni logistiche che diamo nel libro. Meglio ancora se ci disegniamo una piantina, per esempio, della casa del protagonista. In modo che se nel primo capitolo, ad esempio, scriviamo che per andare a dormire gira a destra, lo faccia anche tutte le volte successive. Lo stesso per il quartiere o la città
Sembrano piccoli errori, piccole sviste, ma il lettore se ne accorge.

(continua)

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