Il buio oltre la siepe – Harper Lee

razzismo

Jem, mio fratello, aveva quasi tredici anni all’epoca in cui si ruppe malamente il gomito sinistro. Quando guarì e gli passarono i timori di dover smettere di giocare a Football, jem non ci pensò quasi più. Il braccio sinistro gli era rimasto un po’ più corto del destro; in piedi o camminando, il dorso della sinistra faceva un angolo retto con il corpo, e il pollice stava parallelo alla coscia, ma a Jem non importava un bel nulla. Gli bastava poter continuare a giocare, poter passare o prendere la palla al volo.

Incipit di Il buio oltre la siepe
Harper Lee

Intenso libro che racconta, attraverso lo sguardo della piccola Scout, il razzismo degli anni Trenta in America. Lee pubblicò il libro nel 1960 ed ottenne subito il premio Pulitzer, ebbe un grande successo di pubblico.
Tom Robinson, accusato dello stupro di una ragazza bianca, per l’interessamento del giudice Taylor, viene difeso da Atticus Finch, padre di Scout. Atticus riesce a dimostrare l’innocenza di Tom, ma non riesce ad impedire ad una giuria di persone guidate dall’odio e dal pregiudizio razziale di condannare comunque l’imputato Tom, uomo di colore.
Quello che rende travolgente la lettura del libro è la narrazione dal punto di vista della bambina, che trasmette in modo diretto e semplice la visione del suo mondo e, senza esitazione, condanna le discriminazioni razziali.

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