Quel sottile filo di paura

Zen-e-Buddismo1

Di soprassalto sono sveglia. Nel buio ascolto.
Ci sei. Ti sento respirare, anche se poco perché son più forti i battiti furiosi del cuore spaventato di non trovarti.
Mi rigiro un po’, senza sobbalzi, per non destare il tuo sonno, così leggero negli ultimi tempi.
La paura rientra nel controllo e posso ancora assopirmi. Continua a leggere

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Un uomo tranquillo – Maurice Walsh

irlanda

Nuala Kierley, a quei tempi Nuala O’Carrol, era cresciuta nell’est, sul confine di Tipperary, regione dove si allevano cavalli. Non appena fu in grado di camminare imparò a cavalcare, a pelo, asini, ginnetti, pony e , adolescente, qualunque cavallo che si lasciasse sellare. All’età di diciassette anni era la migliore amazzone del Munster e, se me lo consentite, del mondo. Fu così che conobbe Martin Kierley

Incipit di Un uomo tranquillo
Maurice Walsh

Ambientato nel 1921, anno della firma del trattato tra il governo inglese e il leader dell’IRA, Michael Collins, il romanzo narra le vicende drammatiche e profondamente umane di dieci protagonisti. Mi è piaciuto molto il modo in cui Walsh racconta queste vite, seguendo ogni personaggio fin al centro del loro essere, immergendosi in ognuno e aggiungendo pennellata su pennellata non solo per completare la descrizione del singolo, ma anche per delineare un grande ritratto dell’uomo che ama le proprie radici, che sente e protegge quello che considera il proprio luogo. Da questo testo John Ford trasse il suo Un uomo tranquillo, con John Wayne, che è stato premiato con l’Oscar, girato in Irlanda tra Galway e Cong.

Photo: http://www.corriereuniv.it

Il dio delle piccole cose – Arundhati Roy

Dio piccole cose

Maggio ad Ayemenem è un mese caldo, meditabondo. Le giornate sono lunghe e umide. Il fiume si ritira e corvi neri si rimpinzano di manghi lucidi sugli alberi verdepolvere, immobili.
Maturano le banane rosse. Si spaccano i frutti dell’albero del pane. Mosconi viziosi ronzano vacui nell’aria fruttata. Poi si schiantano contro i vetri delle finestre e muoiono, goffamente inermi sotto il sole.
Le notti sono limpide, ma soffuse di un’attesa fosca e pigra.

Incipit di Il dio delle piccole cose
Arundhati Roy

Il dio delle piccole cose è l’esordio letterario di Arundhati Roy. Mi è parso molto interessante il suo raccontare non linearmente, ma creando momenti circolari di narrazione che aggregano le descrizioni dei piccoli gesti della vita quotidiana, che, come l’acqua cheta, alla fine operano le grandi modifiche della vita. Mi è piaciuto molto anche il filtro che ha adottato e che fa passare ogni avvenimento all’interno delle menti dei due figli gemelli, Estha e Rahel, della protagonista, Ammu, donna vittima di un marito ubriacone e picchiatore, che sarà ancor più vittimizzata dai pregiudizi. Un’India non invasa dai turisti, non costellata di morti, ma comunque ancora un’India difficile.

Photo:www.frasiaforismi.com

Vento dell’Est: vento dell’Ovest – Pearl S. Buck

est ovest

Posso dire queste cose a te, sorella, come non potrei a una sorella vera. Che cosa capirebbe lei della mia stessa gente, dei lontani paesi dove per dodici anni visse mio marito? Neppure potrei parlare liberamente con una delle straniere che non conoscono il nostro popolo, né i costumi che abbiamo conservato sin dai tempi dell’antico Impero. Ma tu? Tu hai vissuto fra noi per tutti i tuoi anni. Appartieni, è vero, alle terre dove mio marito studiò sui libri occidentali; ma non potrai non capire. Dico la verità. Ti ho chiamata sorella: ti dirò tutto.

Incipit di Vento dell’Est: vento dell’Ovest
Pearl S. Buck

Perché chi è interessato a scrivere bene dovrebbe leggere questo libro? Perché insegna a descrivere in modo interessante e con delicatezza le difficoltà del cambiamento. All’interno di una famiglia cinese che segue le vecchie tradizioni cresce Kwei-lan, la protagonista. Secondo le stesse antiche regole sposerà un uomo considerato degno e all’altezza. Il problema per Kwei-lan sarà evidente fin da subito dopo le nozze, perché il marito con cui vive è stato educato all’occidentale, in una scuola straniera. Mi è piaciuta molto la descrizione del distacco – crescita, a momenti anche doloroso e conflittuale, che porterà Kwei-lan a vivere nel nostro secolo.

Photo: xn--80aqafcrtq.cc

L’età dell’oro – Gore Vidal

1954

Timothy X. Farrell all’improvviso ebbe la visione dell’inquadratura d’inizio del film che aveva appena deciso di trarre da Rebecca, il bel romanzo di Daphne Du Maurier. Si era appena immesso nel viale di accesso a Laurel House, posta in alto sopra il fiume Potomac che scorreva lentamente, e là, di fronte a lui, nella gelida luce lunare d’argento, ecco l’inizio del suo film, se David O. Selznick non lo avesse battuto sul tempo nell’acquisto dei diritti e poi non avesse assunto Alfred Hitchcock, che razza di idea!, per dirglielo. In parole povere, si preparava un vero e proprio disastro.

Incipit di L’età dell’oro
Gore Vidal

Questo romanzo storico di Gore Vidal, pseudonimo di Eugene Luther, è l’ultimo di una serie di sette, appartenenti al ciclo della Narratives of Empire, ambizioso progetto di raccontare la storia d’America dalla guerra d’indipendenza. “L’età dell’oro” è ambientato tra l’inizio della seconda guerra mondiale in Europa e il 1954, anno della Guerra in Corea, che l’autore ritiene come l’atto finale della formazione degli Stati Uniti. Il romanzo è imperniato sulle figure appartenenti ad una dinastia di giornalisti: Caroline Sanford, prima attrice e poi editrice e suo nipote, editore della rivista “The American Idea”. Saranno i testimoni delle manovre con cui Roosevelt otterrà di far entrare in guerra gli Stati Uniti per liberare l’Europa. Libro complesso per la presenza di moltissimi personaggi, reali e no, affascina soprattutto per la capacità che Vidal dimostra nel descrivere i giochi di potere e nel mescolare saggiamente storica verità e romanzo.

Photo: http://www.brooklynmuseum.org

Il piacere di leggere – Ermanno Detti

Leggere_per_gioco_____leggere_per_amore

Di letteratura si discute molto: ne discutono studiosi, ricercatori, scrittori, pedagogisti, giornalisti, insegnanti. I toni, le impostazioni, i livelli sono, come è naturale, diversi. Ci sono comunque due aspetti particolarmente interessanti. Il primo riguarda i canali attraverso cui si sviluppa il dibattito; si va dai convegni , ai saggi, ai giornali, alle riviste, e questo indica la volontà di rendere di pubblico dominio una questione che è di pubblico interesse.

Incipit di Il piacere di leggere
Ermanno Detti

Un testo che continua ad essere letto anche a vent’anni dalla sua prima stesura, questo ‘Il piacere di leggere’. Spiega che tra tanti modi di leggere ce n’è uno, particolare, che è finalizzato esclusivamente al piacere della lettura. Un piacere quasi sensuale.Che riesce a coinvolgere tutti i sensi e riesce a trasportare il lettore fuori dalla realtà quotidiana. E’ il modo unico e necessario per poter continuare per tutta la vita a vivere nei libri e nelle storie che essi raccontano. Il modo che dovrebbe essere insegnato a scuola ad ogni ragazzo e Detti spiega la sua teoria per l’insegnamento.

Photo: crocetteedelizie.blogspot.com

Kew Gardens – Virginia Woolf

wolfe

Dall’aiuola ovale si levano forse un centinaio di steli che si schiudevano a metà della loro altezza in foglie a forma di cuore o di lingua e dispiegavano all’estremità petali rossi, azzurri o gialli screziati da macchie di colore in rilievo; e dalle tenebre rosse, azzurre e gialle delle loro gole emergeva un’asta dritta, ruvida di polvere dorata e dalla punta leggermente claviforme. I petali erano abbastanza grandi per essere agitati dalla brezza estiva, e quando si muovevano, le loro luci rosse, azzurre e gialle di rifrangevano l’una sull’altra, tingendo la chiazza di terra bruna alla loro base di uno schizzo variopinto.

Incipit di Kew Gardens
Virginia Woolf

Virginia Woolf (1882-1941) visse percependo la realtà come fragile, personale, incerta e precaria dato il suo carattere provvisorio e frammentario che la porterà al suicidio. La sua sensibilità le permise non solo di scrivere raggiungendo la profondità più immersa delle verità, ma anche di cogliere questa capacita in altri autori a lei contemporanei. Per questo con la Hoghart Press, casa editrice fondata assieme al marito, stampò e diffuse le opere di quegli artisti che riteneva in grado di rappresentare degnamente la nuova realtà.
In racconti come Kew Gardens, dove la brevità della narrazione non corrisponde a quella dei fatti narrati, é come dipingesse quadri impressionisti e pennellasse coppie d’amanti che si confondono con i colori del giardino. Imprescindibile.