Un paio di calze di seta – Kate Chopin

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La piccola signora Sommers un giorno scoprì di essere inaspettatamente in possesso di quindici dollari. Le sembroò davvero una bella quantità di denaro, e il modo in cui i soldi farcivano e gonfiavano il suo vecchio, consunto porte-monnaie le fece provare una sensazione di importanza come non aveva provato da anni.
La questione dell’investimento fu ciò che la occupò maggiormente. Per un giorno o due passeggiò qua e là in uno stato apparentemente sognante, ma in realtà era assorta in speculazioni e calcoli. Non voleva agire in modo frettoloso, fare qualcosa di cui poi avrebbe potuto pentirsi. Ma fu durante le quiete ore notturne, quando giaceva sveglia meditando tra sé i possibili progetti, che le sembrò di vedere chiaramente la via per un uso appropriato e giudizioso del denaro.

Incipit di Un paio di calze di seta
Kate Chopin

Kate O’Flaherty Chopin visse tra Saint Louis e New Orleans, vicino alle piantagioni dal 1850 al 1904. I testi che ha lasciato raccontano la vita dura delle donne della regione. Sono racconti pieni dettagli precisi che restituiscono una vita dalle molteplici sfaccettature.
Il suo libro più conosciuto, Il Risveglio, narra un adulterio al femminile e all’epoca creò parecchio scandalo, soprattutto per l’incapacità della scrittrice di accettare la tradizione e l’autorità maschili senza discutere. Ne esce un potente ritratto della femminilità in cammino verso l’emancipazione complicata dalla libertà raggiunta. Perché, per chi non l’ha mai posseduta, la gestione della libertà dev’essere imparata attraverso l’esperienza.

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Le tre sorelle – Jane Austen

tre sorelle

Miss Stanhope a Mrs –

Mia cara Fanny,
sono la creatura più felice del Mondo, poiché ho ricevuto un’offerta di matrimonio da parte di Mr Watts. È la prima che abbia mai ricevuto, e non so proprio come valutarla. Come trionferò sui Dutton! Non intendo accettarla, almeno credo di no, ma poiché non sono del tutto sicura gli ho dato una risposta equivoca e mi sono congedata. E adesso mia cara Fanny, desidero il vostro Consiglio se dovrei accettare o meno la sua offerta. Ma poiché possiate essere in grado di giudicare i suoi meriti e la sua situazione finanziaria, vi farò un resoconto. È un uomo piuttosto vecchio, di circa trentadue anni, piuttosto bruttino, talmente bruttino che non riesco a sopportare di guardarlo. È estremamente sgradevole e lo odio più di chiunque altro al mondo.

Incipit di Le tre sorelle
Jane Austen

Questo racconto è inserito, assieme a ‘La storia d’Inghilterra dal regno di Enrico IV alla morte di Carlo I‘ tra le Juvenilia della Austin, cioè tra le opere che lei scrisse tra i dodici e i diciotto anni. Racchiudono tutto il mondo che la Austen poi svilupperà nei suoi romanzi più maturi e dichiarano apertamente le letture più amate dalla giovane Austen. In ‘Le tre sorelle’ si prefigura il tema del femminismo ante litteram che segnerà la vita dell’autrice e di molte delle sue protagoniste. È una lettura semplice, disseminata di piccoli errori sintattici, ma fresca, breve e intensa. Che ci permette di sbirciare nella situazione femminile dell’epoca grazie al realismo, alle emozioni disciplinate e all’umorismo intelligente di Jane.

photo: habanera-nonblog.blogspot.com

Caterina

Rose

Caterina camminava a fianco della madre che avanzava facendo risuonare i tacchi alti e signorili.
Era infelice e profondamente scocciata.
Anche quella domenica aveva dovuto alzarsi all’alba, stessa ora di quando andava a scuola.
Aveva dovuto farsi un lungo bagno, lavarsi bene i capelli e avvolgerli in un grande asciugamano che la faceva sembrare esotica e goffa, mentre si vestiva tenendolo in equilibrio sulla testa. Continua a leggere

La forma errata – Gilbert Keith Chesterton

la forma errata

Alcune delle grandi strade che escono da Londra e proseguono verso nord continuano lontano nella campagna per diventare stradelli stretti ed interrotti, con grandi buche lungo il tracciato, ma che mantengono una direzione. Qui ci sarà un gruppo di negozi, seguiti da campi recintati, poi una famosa locanda, e forse un orto o un vivaio, quindi una grande casa privata epoi un altro campo e un’altra locanda, e così via. Se qualcuno si trovasse a camminare su una di queste strade passerebbe davanti a una casa che probabilmente catturerebbe la sua attenzione, anche se non sarebbe un’impresa facile spiegare il perché di tale attrazione.

Incipit di La forma errata

Gilbert Keith Chesterton

Chesterton (1874-1936) scrisse molto. Anzi fu fertilissimo. Lavorò come romanziere, ma anche come giornalista e polemista con scritti arguti, brillanti e umoristici. Molto conosciuta anche da noi in Italia la sua serie di racconti, della quale questo fa parte, che ha come protagonista Padre Brown. Le sue pagine scorrono veloci e sottopongono parecchi temi sui quali meditare. Per il protagonista s’ispirò a padre O’Connor, il sacerdote che lo aiutò nella conversione alla religione cattolica. Per gli scrittori di gialli, ma anche per gli scrittori di altri generi, consiglio il suo Come si scrive un giallo.

Photo: http://www.nationalgeographic.it

La morte a Venezia – Thomas Mann

Morte a venezia

Un pomeriggio di primavera di quell’anno 19.., che per tanti mesi mostrò un volto così minaccioso al nostro continente, Gustav Aschenbach o, come ufficialmente si chiamava dal giorno del cinquantesimo genetliaco, von Aschenbach, era uscito dall’abitazione in Prinzregentstrasse, a Monaco, pe una delle sue quotidiane passeggiate solitarie.
Nella sovreccitazione del lavoro mattutino, pesante ed insidioso, che proprio allora imponeva la massima sagacia, ponderazione, vigilanza e fermezza di volere, lo scrittore non era riuscito a moderare lo slancio creativo interno (quel motus animi continuus nel quale, secondo Cicerone, va cercata l’essenza dell’oratoria) neppure dopo il pasto di mezzodì; né aveva conosciuto il ristoro del pisolino, che il crescente logorio delle forze gli rendeva ogni giorno indispensabile.

Incipit di La morte a Venezia
Thomas Mann

Rileggendo testi come questi, pezzi di storia delle idee e dell’analisi della coscienza umana, si entra nel profondo mondo dei personaggi che raffigurano e dimostrano la difficoltà delle scelte della vita. Sono temi profondamente intensi, temi che parlano apertamente, senza false superstizioni e scongiuri contemporanei della morte, anzi discutono della paura della morte. E della profondità intensa dei sentimenti, destabilizzanti, sorprendenti, crudi e potenti. Mann analizza e ci restituisce un borghese terrorizzato dalla peste e da un ambiguo sentimento di omosessualità verso un giovane. Un uomo sulla cinquantina, professore apprezzato, approdato a Venezia per recuperare l’equilibrio, che si accascerà sulla spiaggia di Venezia, città d’arte e di cultura, per morire. Nell’ambientazione oscura di una moria per peste che evoca la tragedia della guerra mondiale imminente.
Libro per maturare, per crescere, per capire. Libro che pone domande alle quali ognuno dovrebbe poter rispondere.
Forse troppo lontano dalla capacità di comprensione dei lettori d’oggi, che amano la lettura d’evasione, la musica d’evasione, il cinema d’evasione….?

Sei giorni di preavviso – Giorgio Scerbanebco

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Arthur Jelling, addetto all’archivio della Direzione generale di Polizia, mi conosceva da circa tre anni e nonostante ci fossimo veduti una decina di volte appena in tutto questo tempo, la nostra amicizia era abbastanza profonda.
La cortesia, l’educazione di quest’uomo erano davvero straordinarie. Di solito, le persone che fanno tante smancerie mi danno ai nervi, ma le smancerie di quest’uomo, timido fino all’estremo, e scrupoloso fino alla morbosità, mi commuovevano. Bisognava vederlo accettare da me una prima sigaretta e poi, alla seconda, rifiutare con un gesto di intenerita fermezza.

Incipit di Sei giorni di preavviso
Giorgio Scerbanebco

Sei giorni di preavviso è primo libro che Scerbanebco ha pubblicato ed è uscito per Mondadori nel 1940. Un esordio già completo e calibrato e padrone dei mezzi da sofisticato romanziere M’è piaciuto perché somma il racconto investigativo al racconto psicologico alla capacità e destrezza del detective che alla fine, per trovare la verità, dovrà rivoltare e destrutturare la sua arguta e acuta ipotesi investigativa iniziale.

Poesie – Matsuo Bashō

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http://eueufemia.wordpress.com/

Haikai e haiku, forme poetiche caratteristiche della cultura giapponese, devono la propria origine alla tradizione di comporre waka o uta (brevi poesie di regola formate da trentino sillabe distribuite in versi di 5-7-5-7-7) esistita nella letteratura giapponese già dal tempo del Manyōshū [Raccolta di diecimila foglie].
Il renga non era però una semplice composizione di più di due waka o uta ma un gioco, in cui l’unità poetica (le trentuno sillabe) veniva divisa in due parti, autonome e destinate a essere realizzate da due persone diverse. La prima, più lunga, di 5-7-5 sillabe, era chiamata chōku (ku lungo); la seconda, più breve, di 7-7 sillabe, tanku (ku breve).

Incipit di Poesie
Matsuo Bashō

Sì, lo so, sembra indigesto iniziare il giorno con la metrica giapponese! Ma in realtà è stimolante e magico, soprattutto se a gestirle, poi è un maestro come Matsuo Bashō e l’esito di questi giochi metrici è il seguente:

È primavera!
Sulla montagna senza nome
bruma mattutina.

Adoro le sue poesie. Riescono a creare la serena sospensione tra le decisioni quotidiane.

Consigli per scegliere un’amante – Benjamin Franklin

consigli per amante

Mio caro amico,
non conosco alcuna medicina in grado di attenuare le violente inclinazioni naturali di cui fai menzione: e se pure la conoscessi, non penso te lo direi. Il matrimonio è il rimedio che si conviene. È la condizione più naturale dell’uomo e quindi la condizione in cui è più probabile che tu possa trovare una solida felicità: La tua ritrosia al riguardo mi appare al momento tutt’altro che fondata. I vantaggi circostanziali che tieni in considerazione nel rimandarlo non sono solo incerti, ma significativi rispetto al fatto in sé, ovvero all’essere sposato e sistemato. È l’unione dell’uomo e della donna a creare un essere umano completo. Separati, lei è priva della potenza fisica e della forza della ragione maschili, lui della dolcezza, dell’emotività e dell’acuto discernimento femminili. Insieme hanno più possibilità di successo nel mondo.

Incipit di Consigli per scegliere un’amante
Benjamin Franklin

Breve e divertente raccolta di pensieri (sì, prendiamolo dal lato buono e non facciamone una questione femminista!) scritti e raccolti da Franklin del 1745 al 1789. Leggerlo significa comprendere il pensiero maschile ottusamente misogino del periodo. Utilissimo quindi a chi volesse scrivere un romanzo storico ambientato all’epoca. Nella speranza che pochi, anzi che nessun uomo, oggi, possa condividere le idee qui espresse.
Personalmente il raccontino che più mi ha divertito è Lettera a una Reale Accademia (Sulla flatulenza) datato 1781.

Vuoi Ballare?

vuoi ballare

«Ciao! Che ci fai qui?» chiese il ragazzo avanzando, a mezzanotte, nello stanzone bianco, asettico e dalla parete di fondo dipinta in azzurro e verde. Disegnata con grandi fiori colorati dagli occhi e dalle bocche sorridenti. Che non lenivano il disagio nello sguardo della piccola ragazza sulla sedia a rotelle, come si accorse quando la guardò negli occhi. Continua a leggere