Sei giorni di preavviso – Giorgio Scerbanenco

sei giorni

Tanto per fare un paragone… Lo so, lo so. I paragoni sono pericolosi, ma oggi mi va di vivere pericolosamente!
Dicevo, tanto per fare un paragone con il Campiello 2014, vi consiglio caldamente la lettura di un giallo D.O.C.: ‘Sei giorni di preavviso‘ opera prima di Giorgio Scerbanenco, pubblicata nel 1940. Per me un libro molto ben strutturato, originale e dai personaggi convincenti e coinvolgenti. Pennellati con sicurezza e carattere, perfino con un taglio un po’ tagliente, ma con grande conoscenza dell’animo umano. Il suo investigatore privato, Arthur Jelling, è gestito con maestria nonostante le regole fasciste che volevano le storie gialle preferibilmente non ambientate in Italia, e i personaggi, in quanto assassini e in genere delinquenti, designati con nomi stranieri. Io adoro Scerbaneco, la sua capacità di descrivere il mondo italiano quotidiano che da sfondo diventa quasi protagonista e la sua capacità di creare un omicidio e di risolverlo partendo dal presupposto che forse un omicidio non c’è stato e…
Ok, ok. Nessun finale. Please.
Un assaggio:

[…] Il tono polemico del capitano sgomentò Jelling, ma non lo indusse a desistere.
«Ammesso, ma la rivoltella era sul sedile, accanto a Vaton, non stretta nel suo pugno, come sarebbe naturale» obiettò ancora.
«Già» fece il capitano sempre nello stesso tono polemico, «come fosse la prima volta che un suicida lascia cadere la rivoltella appena sparato. Si tratta di una reazione nervosa dei muscoli della mano che varia da individuo a individuo, secondo anche il grado di fermezza nel proposito di uccidersi. Un individuo ben deciso a sopprimersi spara con poco tremito e muore tenendo stretta l’arma in mano. Un pusillanime dello stampo di Vaton, che fino all’ultimo momento sarà stato in dubbio, tanto tremava… Anche questo l’avrà letto varie volte nei documenti che archivia».
Era vero. Ma Jelling non desistette ancora.
«Nell’auto è stato trovato un pettinino di donna sui sedili posteriori…» cominciò.
Ma Stunder lo interruppe violentemente: «Bravissimo! Come se noi non l’avessimo visto! Noi sappiamo già a chi appartiene. Lei sa a chi? A Gertrude Weimar.»

 

 

Photo: http://sellerio.it/it/catalogo/Sei-Giorni-Preavviso/Scerbanenco/858

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