Principianti – Raymond Carver

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Oggi vi offro un dilemma per me irrisolto. Un dilemma editoriale, ovviamente, e tutto americano. Vi racconto di questo libro: ‘Principianti’ di Raymond Carver.
Si tratta della seconda edizione di un testo che ebbe molto successo e fece piuttosto scalpore quando uscì nel 1981 con il titolo ‘Di cosa parliamo quando parliamo d’amore‘, soprattutto per il minimalismo sintattico, linguistico e narrativo.
Quell’edizione fu, diciamo, rivisitata completamente dall’editor Gordon Lish che accorciò i racconti (anche del 70%), tagliando il romanzo di circa il cinquanta per cento, cambiò i finali e i titoli e praticamente restituì all’autore Carver per l’approvazione alla pubblicazione un testo completamente stravolto. Carver, di fronte ad una variazione così radicale del suo lavoro, cercò di non far uscire il libro e pregò l’amico Gordon Lish di ripensarci e di pubblicare una versione più vicina alla stesura che aveva proposto.
Lish rimase della sua opinione e Carver, che non voleva perdere l’appoggio dell’editor che lo aveva scoperto e che lo aveva aiutato fin dall’inizio della carriera, alla fine cedette e acconsentì che il libro uscisse con quell’editing invadente.
Il libro uscì nell’Aprile del 1981.
Fu un successo.

Può un editor per quanto amico intervenire così pesantemente su un testo? Ne ha il diritto? E questo suo intervento così profondo e radicale, non ha cambiato la natura stessa del romanzo fino a far affibbiare alla critica l’aggettivo di minimalista all’autore Carver? Che forse, a quel punto può essere considerato solamente un co-autore?
Non facile. Io mi sono procurata le due edizioni.
Quale preferisco?
Qui sta il dilemma!

Pezzetto di: ‘Perché non ballare?’ (versione Carver integra).

In cucina si riversò da bere e guardò la camera da letto sistemata sul prato davanti a casa. Il materasso era scoperto e le lenzuola a righe bicolore erano piegate sul comò, accanto ai due cuscini. A parte ciò, aveva lo stesso aspetto di quando stava al chiuso- comodino e lampada da lettura dalla parte di lui, comodino e lampada da lettura dalla parte di lei. Di lui, di lei. Ci pensò un po’ su mentre sorseggiava il whiskey. Il comò era a poca distanza dal fondo del letto. Quella mattina ne aveva svuotato i cassetti e sistemato il contenuto in scatoloni, che adesso erano in soggiorno. Accanto al comò c’era una stufa portatile. Ai piedi del letto, una poltroncina di vimini con un cuscino. La cucina di alluminio lucido occupava parte del vialetto d’ingresso.

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