Van Gogh. Il suicidato della società – Antonin Artaud

van gogh

Oggi vi propongo un saggio – biografia. Uno dei vari modi per scrivere biografie.
Per tutti gli amanti del genere e per chi, nel genere, vuole cimentarsi.
Antonin Artaud ‘Van Gogh. Il suicidato della società.’
Lo so il titolo vi pare triste, ma in realtà è splendido. Comunque, io adoro Van Gogh per cui mi piace leggere tutto quello che è stato scritto su di lui e che mi arriva a portata di mano. Questo è un testo pubblicato da Adelphi, la mia casa editrice preferita.
Artaud, poi, nei suo testo non lascia dubbi: la società, la mera società con la sua magia nera, ha ucciso il pittore. Teoria affascinante portata avanti con chiarezza e decisione e supportata da una grande quantità di citazioni ad hoc sia di Van Gogh che di altri.

“E aveva ragione van Gogh, si può vivere per l’infinito, soddisfarsi solo d’infinito, c’è abbastanza infinito sulla terra e nelle sfere per saziare mille grandi geni, e se van Gogh non è riuscito ad appagare il desiderio di irradiarne l’intera sua vita, è perché la società glielo ha vietato.
Ci sono stati un giorno gli esecutori di van Gogh, come ci sono stati quelli di Gèrard de Nerval, di Baudelaire, di Edgar Allan Poe e di Lautréamont.
Quelli che un giorno gli hanno detto:
E adesso, basta, van Gogh, alla tomba, ne
abbiamo abbastanza del tuo genio, quanto all’infinito, è per noi l’infinito.”

Quasi poesia, no?

 

Dipinto: Cipressi, 1889, National Gallery, Londra

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