Candido o l’ottimismo – Voltaire

sogno (1)

Volete scrivere di filosofia? Nulla di meglio che leggere e prendere spunto da ‘Candido o l’ottimismo‘ di Voltaire pubblicato in contemporanea a Parigi, Londra ed Amsterdam nel 1759. Il testo è profondamente ironico e smantella la teoria Leibniziana della divinità buona che sceglie sempre la via giusta e quindi il concetto che ‘tutto è bene’. Le avventure però sono narrate come un in romanzo di formazione che vede il giovane Candido, buono e ingenuo, venir ingiustamente accusato di aver sedotto la figlia del castellano, Cunegonda. Venir cacciato e iniziare il suo girovagare per il mondo, pericolando tra una guerra e l’altra, tra una disavventura e l’altra, tra un cataclisma e un terremoto, come nelle trame dei migliori romanzi di viaggi e avventure. Senza mai dimenticare la morale di fondo: dimostrare che la “monadologia” leibniziana è vinta dalla ragione illuministica.

Cacambio espresse all’oste tutta la sua curiosità, e l’oste gli disse: “Io sono molto ignorante e me ne trovo bene; ma abbiamo qui un vegliardo che ha vissuto a corte ed è l’uomo più dotto del regno, e il più affidabile.”
Subito conduce Cacambio dal vecchio. Candido era ormai un personaggio secondario e accompagnava il proprio servitore. Entrarono in una casa semplicissima, poiché la porta era soltanto d’argento e i rivestimenti delle stanze di semplice oro, ma lavorati con tale gusto che le più ricche decorazioni non li potevano offuscare. L’anticamera in verità non era tempestata che di rubini e smeraldi, ma l’ordine di cui tutto era disposto suppliva a questa estrema semplicità.
Il vecchio ricevette i due stranieri seduto sopra un sofà imbottito di piume di colibrì e fece offrire loro dei liquori in coppe di diamante; dopo di che appagò la loro curiosità in questi termini: “Ho centosessantadue anni, e ho appreso dal mio defunto padre, scudiere del re, le stupefacenti rivoluzioni del Perù, delle quali era stato testimone. Il regno in cui ci troviamo è l’antica patria degli Incas che molto imprudentemente essi abbandonarono per andare a sottomettere una parte del mondo, e che infine furono sterminati dagli Spagnoli.

Photo: http://www.altrogiornale.org

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