Dialogo bellissimo che fa un povero umile di campagna ad un ricco superbo di città sopra la vita che fanno – Da Gio. del Carettolo

testo di oggi

Oggi ho agguantato un libercolo che circolava spavaldo sulla mia scrivania, probabilmente emigrato da qualche altra della casa, e ho deciso di parlare di lui.
Ho fatto la foto con il mobile alla prima facciata, così vi rendete conto della bellezza di questo “Dialogo bellissimo che fa un povero umile di campagna ad un ricco superbo di città sopra la vita che fanno” di Da Gio. del Carettolo (riproduzione della Libreria Editrice Fiorentina del 1975)
Vi segnalo anche il costo: Prezzo mezzo scudo con la giunta.
Che tenerezza! Lo so, lo so. Solo io mi posso intenerire alla vista di un libricino, ma è così! M’ha fatto sorridere la semplicità della narrazione e dei versi.
Una vita che sembra distante anni luce dalla nostra!
Eccovi l’incipit!

Povero

Io pur ringrazio il Sommo Dio superno
I Cieli gli Elementi, e la Natura;
Perché sol godo il fuoco nell’inverno,
L’estate poi sotto una frescura,
Così felicemente mi governo,
Finché ‘sta miserabil vita dura;
Or lasciatemi pigliar la cordellina
Dir quattro versi alla bontà Divina.

Ricco

Chi siete voi, che in questo bel boschetto
Col pelliccino e la zampogna a lato,
Cantando andate con tanto diletto,
così contento felice e beato?

Povero

Chi siete voi, che senz’alcun rispetto
Turbando andate il mio felice stato?
Prima dirai della tua condizione,
E poi del viver mio ti do ragione.

Ricco

Son gentiluomo in grandezza nato
Ricco, pomposo, altero e furibondo,
E son dominator d’un grande stato,
E faccio il viver mio lieto e giocondo.

Povero

Io son villano più di te beato,
Perché mi godo due parti del mondo;
Godo l’inverno, il fuoco, l’aria, e il sole,
L’estate i frutti, tra rose e viole.

Ricco

Città, Torre e Castelli io signoreggio
Schiavi e cavalli, e gran tappezzeria,
E son chiamato Signore di seggio,
E tengo in Corte una gran signoria.

Povero

Ho tre figliuoli, se io non vaneggio,
Con la moglie, e la capanna mia,
Ho dieci capre e venti pecorelle,
Un par di bovi, e quattro vaccarelle.

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