L’ultima frontiera – Howard Fast

cheyenne

Le mie affinità elettive con un popolo? Cheyenne: ‘popolo degli uomini’. Indubbiamente.
Fieri e combattenti, finché è stato possibile e, forse, anche oltre. La lunga marcia falcidiante per sfuggire alla prigionia delle riserve e raggiungere a mille chilometri di distanza la terra dei padri! Ho letto in un fiato ‘L’ultima frontiera’ di Howard Fast, che racconta di uomini bianchi leggendari come Wyatt Earp e Buffalo Bill o il generale Crook e lo sterminio, a più riprese, dei Cheyenne.
Fa pensare alla ferocia del mito della Frontiera, di ogni frontiera.

– Di là! – gridò Sedberg. – Trombettiere, maledizione, suona!
Le note della tromba sembrarono animare uomini e animali di un comune desiderio. I muli presero la rincorsa. Ma la guida, in piedi sulle staffe, tirò Sedberg per un braccio e protestò:
– Signor capitano, sono squaw… voi pazzo a correre dietro le loro donne e lasciare tutti quegli sporchi Soldati Cani prenderci alle spalle.
Ora Sedberg capì, le donne e i bambini si stavano allontanando verso sud-est, nella direzione da cui erano giunti. Gli uomini , i guerrieri, agili come cavallette sui loro piccoli pony, si stavano girando per colpirlo su un fianco. Egli cercò disperatamente di far voltare i suoi uomini e poi, mentre i loro muli volteggiavano in preda alla confusione, gridò che la colonna si fermasse.
Ora in cielo si vedeva un lieve accenno roseo di alba. Le squaw e i bambini cavalcavano verso di esso, furono avvolti dalla nebbia e dall’oscurità e gli uomini, consapevoli che le loro famiglie erano oramai al sicuro, sfilarono con aria arrogante di fronte alla fanteria a cavallo. Finora non si era sparato un colpo. Sedberg che sapeva che i muli non avrebbero potuto attaccare in qualche ordine, comandò agli uomini di smontare e di aprire il fuoco.
Gli indiani si allontanarono danzando.
I soldati smontarono indolenziti dai muli, tenendosi stretti alle redini, cercando di disporre gli animali in ordine sparso, che desse loro spazio per sparare, inveendo contro le bestie stanche e recalcitranti. Vanest rimase in sella; era stato abbastanza in cavalleria per capire che tutta la manovra era maldestra al punto da rasentare il suicidio. Solo lui previde la carica travolgente dei Cheyenne, proprio mentre la fanteria era alle prese con i muli. Vide i Cheyenne aprirsi come un ventaglio, precipitarsi sui soldati come foglie spazzate da una bufera, strillando, urlando, spaventando i muli, passando al galoppo fra di essi e lasciando l’intera compagnia disarcionata in preda alla massima confusione.

Photo: http://www.crystalinks.com

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