I buoni propositi.

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Mi son sfuggiti già nove giorni di questo nuovo anno!
Non so proprio dire cos’ho fatto o non fatto.
Sono andati.
Propositi per il nuovo anno?

cercherò d’essere meno svagata e più concreta.
Di leggere di meno e di scrivere di più.
D’essere più buona… (come si scriveva una volta nelle letterine a Babbo Natale)
O magari d’essere più soddisfatta?

Che sia il caso di iniziare a scrivere un diario?
Magari un diario come quello delle nonne o, meglio, uno di quelli che pubblicizzano alcuni siti (http://thatsgoodnewsblog.com/diario-gratitudine/)
Un diario della felicità, un diario della contentezza o della gratitudine per trovare lati positivi nella giornata e provare a vivere in modo migliore?

Sabato silenzioso e piovoso, tranquillo. Dentro casa.
Ho iniziato a fare ordine nelle varie stanze togliendo polvere e Natale e ad archiviare i progetti portati a termine nel 2015. Devo dire che sono, se non contenta di me, almeno contenta di quanto raggiunto in linea di massima. Soprattutto di essere riuscita a trovare lavoro e di aver iniziato il sogno di insegnare a scrivere…
Ci devo lavorare ancora molto, ma almeno ho iniziato!

Che sia l’inizio di un diario?

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Come i grandi viaggi in carrozza, che prevedevano giorni di spostamenti per le famiglie che avessero voluto ritrovarsi a Natale e Capodanno, così, oggi, per le sparse famiglie ritrovarsi e festeggiare assieme diventa un vero viaggio nello spazio e nel tempo.

Lentamente se ne comincia a parlare a maggio o giugno, perché ad agosto bisogna avere le tappe ben chiare per acquistare i biglietti degli aerei, dei bus, dei treni…

Per poter raggiungere ogni affetto. Per stare assieme alle frange più giovani e a quelle più vecchie della famiglia.

Quest’anno tocca a noi, muoverci.

I ragazzi hanno trovato lavori più soddisfacenti (all’estero sembra si possa) e, ovviamente, non hanno neppure chiesto di godere delle ferie di Natale per tornare da mamma e papà.

Così si vola in un battibaleno da uno stato all’altro, e si percorrono chilometri a terra per raggiungere le abitazioni. Ci si trova avvolti nella millenaria, cosmopolita, prestigiosa e modernissima Londra che parla tutte le lingue e vive tutte le culture. Babele di suoni, idee, avanguardie. E si ripescano tradizioni famigliari, mescolate ad altre, a volte incomprensibili, ma a sorridere finalmente assieme. Ritrovati e ampliati da mondi ignorati.

Poi via.

Si rivola in Italia.

Si viaggia in auto per chilometri e chilometri e si raggiungono i rami antichi della famiglia: reimmergendosi nel Natale, quello di quando si era piccoli, che non è cambiato mai. Riadattandosi al tempo avvolto nel profondo dei milioni d’anni delle Dolomiti. Nel silenzio e nelle stellate limpide di notti brillanti di primordiale memoria.

L’aria freddissima riempie l’anima di certezze e di forza.

Ci si avvolge più stretti nelle coperte e si può procedere nel domani.

Solidamente arroccati al passato e profondamente stimolati dal futuro.