Diario della gratitudine – proviamo

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Ecco. Lo devo confessare: ho provato veramente a concentrarmi per trovare almeno tre motivi di gratitudine. È stato difficile. Molto più di quanto pensassi. Perché mi son venute in mente le solite banalità:

  • Sono grata di essere viva;

  • Sono grata di essere in salute;

  • Sono grata perché ho trovato un lavoro, dopo il licenziamento.

A pensarci sono tre aspetti fondamentali della mia vita. Eppure detti così, vederli scritti così, non lo so… Mi son sembrate banalità.

Comunque le ho scritte. Le ho meditate, sorpresa che mi fossero venute in mente.

E mi son preparata a dormire.

Bubblole bigianti!

Mi son rigirata per quasi tutta la notte, invasa dai ricordi. Da quegli stupidi, insipidi granelli che inceppano la vita, mai tolti, mai spazzati via, per mancanza di tempo, per noia, per voglia di non avere rompimenti.

Che mal di testa! Alla fine ho riacceso la luce, ho preso il libro che ho appena cominciato a leggere (Le prime quindici vite di Harry August di Claire North) e mi sono imbattuta in questo poveretto che continua a rinascere nello stesso giorno, nello tesso anno e alla stessa ora. La storia m’ha intrigato. Più sfigato di me, lui! Lentamente mi coinvolta tutte queste vite raccontate in ordine sparso.

Ho scordato me e i miei granelli.

Tutto è filato liscio, il libro mi è caduto sul naso e la luce è rimasta accesa.

Non voglio arrendermi così, però.

Stasera ci riproverò.

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gratitudine_etimologia

Girando qua e là ho trovato alcune regole per scrivere un diario della gratitudine e/o della felicità.

L’argomento m’incuriosisce, anche se lo trovo leggermente stucchevole. Normalmente non sono molto attiva nell’analisi della mia giornata. So che è passata e la archivio al più presto, sopratutto se non ci sono stati troppi guai e problemi da risolvere. Molto spesso, poi, m’immergo in qualche lettura e la giornata scivola serena nelle storie.

Comunque ho deciso che, per un po’ almeno, terrò il diario della gratitudine (quello della felicità, dicono le istruzioni, deve rimanere privato).

Voglio essere sincera: non credo che cambierà la mia vita.

Seguiamo le regole e vedremo:

Da scrivere la sera prima di andare a letto:

  1. Ritagliatevi alcuni minuti, respirate a fondo e vuotate la mente;
  2. Ripassate la giornata e individuate dai 3 ai 5 momenti, cose, persone fatti per cui essere grati.
  3. Iniziate scrivendo la data e poi in ordine i motivi che avete individuato come degni di gratitudine spiegando anche il ‘perché’. (le istruzioni dicono che in questo modo si rafforza il potere del diario).
  4. Rileggeteli con attenzione e poi mettete via il diario o spegnete il supporto informatico che prediligete e preparatevi a dormire.
  5. Mentre siete ancora vigili andate con il pensiero ai punti positivi che avete segnato. Dovreste riuscire a riposare in modo profondo e accompagnato dalla positività.

Da stasera si parte! A domani per le novità.

Quello che non uccide -David Lagercrantz

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Ho appena finito Millenium 4, cioè la continuazione della saga di Stieg Larsen e dell’eccezionale Lisbeth Salander.

L’autore è David Lagercrantz, il titolo: Quello che non uccide (, rende più forti.Nietzsche).

Il padre e il fratello di Larsen hanno deciso di affidare la stesura del testo a Lagercrantz, scrittore e giornalista affermato di Stoccolma, non ancora tradotto in italiano, in modo che la saga potesse continuare; anche se Eva, la compagna di Larsen, non avrebbe voluto.

Beh, credo abbiano fatto bene a chiederglielo e credo che l’autore abbia veramente fatto del suo meglio per proseguire la narrazione: personaggi ripresi correttamente, mantenute le caratteristiche originarie e l’ambientazione. Lo spirito giornalistico, che si accentra in questo racconto sui savant e sulle peculiari caratteristiche del loro essere autistici.

Una parte di me, comunque, ha continuato a sentirsi orfana. Orfana dello stile di Larsen, e del suo personalissimo modo di raccontare. Dopo dieci anni Lisbet Salander rivive, ma Larsen continua a mancarmi.