Parole che portano a concetti

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Ho trovato cyber navigando in internet questa frase che mi ha colpito molto e mi ha fatto pensare. All’inizio mi è parsa una bella frase, sensata.

Ma più ci rimuginavo, in questi giorni, e meno mi convinceva. ‘Sentivo’ che conteneva un dato che contrastava.

Ho cercato anche l’autore e (a meno di errori della rete) viene attribuita a Emil Cioran, filosofo e saggista rumeno, tra i più importanti del XX secolo.

Tutta la domenica a meditare su questo concetto e ho capito che per me è l’esatto contrario.

Credo, cioè, che le esperienze interiori che portano a progressi siano quelle che ti spalancano la mente, quelle che, per intenderci, ti permettono di camminare nei mocassini dell’altro da te!

Quindi ti rendano maggiormente in grado di porti da pari a pari con un maggior numero di persone e, data la possibilità della condivisione dell’esperienza, di poterti esprimere con loro nel modo più adeguato e, alla fine, di farti capire meglio.

Voi, che ne pensate?

Però mentre scrivevo mi son venute in mente altre considerazioni che vi comunicherò appena elaborate…..

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2 pensieri su “Parole che portano a concetti

  1. bella sventola su cui riflettere…cara Gemma
    Ad una prima occhiata, mi sono riconosciuta in questa frase. Più ci si inoltra nei meandri dell’anima, più il lavoro è profondo e più si innalza il livello di energia, cambiano le vibrazioni che emaniamo e ci sintonizzamo su alti livelli di frequenza. Come le frequenze di una radio, cerchiamo quelle che risuonano in sintonia con noi. Dal programma “autocommiserazione”, scivolo su “entusiasmo”, dalla paura mi sintonizzo con Amore…ognuno trova il proprio suono unico e irripetibile. Allora, più che diminuire, cambiano le persone che suonano sulla mia stessa onda…e adesso il numero di queste persone aumenta sempre di più…
    Ma se ci caliamo nel contesto storico del xx secolo lo scenario cambia. Meno acceso alle informazioni e risorse, diversa e più limitata concezione di rete, del lavoro, del tempo stesso. L’autore della frase si sarà sentito isolato, guardato con sospetto, bandito dal suo stesso modo di pensare…chissà?
    Un abbraccio…al prossimo post
    Agnese

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