Una buona base per un buon personaggio

uomo di vetro

Ciao a tutti.

Tempi un po’ frenetici quest’autunno, ma ora tutto si è assestato e i ritmi non sono frenetici ma… natalizi!!!

Quindi possiamo riprendere le nostre chiacchierate e il nostro pensare alla scrittura.

Scrivere significa necessariamente trovare un protagonista della storia.

Possiamo essere noi stessi o possiamo ispirarci ad altri. Possiamo scegliere come protagonista un oggetto o un animale.

Tutto può esserci d’ispirazione. L’importante è che la nostra scelta non venga mai tradita.

In che senso?

Chiarificatore ai massimi livelli il brano di Gianni Rodari: L’omino di vetro (tratto da Grammatica della fantasia. Introduzione all’arte di inventare storie. Einaudi ragazzi).

Dato un personaggio, reale (come la Befana o Pollicino) o immaginario (come l’uomo di vetro, per dire il primo che mi viene in mente) le sue avventure potranno essere logicamente dedotte dalle sue caratteristiche. «Logicamente» qui è detto in rapporto a una logica fantastica o a una logica -logica? Non saprei. Forse a tutt’e due.

Sia per l’appunto, un uomo di vetro. Egli dovrà agire, muoversi, contrarre relazioni, subire incidenti, provocare eventi solo obbedendo alla natura della materia di cui lo immaginiamo fatto.

L’analisi di questa materia ci offrirà la regola del personaggio.

Il vetro è trasparente. L’uomo di vetro è trasparente. Gli si leggono i pensieri in testa. Non ha bisogno di parlare per comunicare. Non può dire bugie, perché si vedrebbero immediatamente, a meno che egli non porti il cappello. Brutto giorno, nel paese degli uomini di vetro, quello in cui viene lanciata la moda del cappello, cioè la mosa di nascondere i pensieri.

Il vetro è fragile. La casa dell’uomo di vetro dovrà dunque essere tutta imbottita. I marciapiedi saranno tappezzati di materassi. Vietata la stretta di mano (!). Proibiti i lavori pesanti. Il vero medico del paese è il vetraio.

Il vetro può essere colorato. È lavabile. Eccetera. Nella mia enciclopedia, al vetro sono dedicate quattro grandi pagine, e quasi ad ogni riga s’incontra una parola che potrebbe acquistare il suo significato nella storia degli uomini di vetro. Sta lì, nero su bianco, accanto a ogni sorta di notizie chimiche, fisiche, industriali, storiche, merceologiche, e non lo sa: ma in una fiaba il suo posto è assicurato […]

Non fatevi fuorviare dal fatto che il libro sia nella collana ragazzi!!!

È un testo molto utile per tutti coloro che vogliono scrivere, a qualunque età.

Vi è tutto chiaro? Domande?

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3 pensieri su “Una buona base per un buon personaggio

  1. molto chiaro! naturalmente il problema è mettere in pratica quanto tu esponi…io non ho ambizioni narrative, scrivo a modo mio versi, ovviamente ho scoperto che anche questi devono avere una loro logica-non logica:-)

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