31 dicembre 2020

Ci siamo riusciti!!!

Anche quest’anno abbiamo realizzato la raccolta dei nostri racconti dal titolo accattivante: Un euro e… Cambio vita!

Si tratta di un e-book, pubblicato e acquistabile (ad un euro, ovvio!) sulla piattaforma Amazon.

Proprio oggi abbiamo completato l’opera. Giorno simbolico e davvero di auspicio per una netta cesura e per un veloce allontanamento dal 2020, così faticoso e gravido di negatività.

Con alcuni del nostro gruppo, appassionati scrittori multiformi dalla creatività ingegnosa; abbiamo ragionato che l’anno in corso ha modificato i valori e il significato stesso di alcune delle nostre parole di uso comune, oltre alle abitudini delle nostre vite.

L’esempio più lampante è rappresentato proprio dal nuovo senso delle parole positivo e negativo.

In questo momento l’importante è essere negativi, risultare negativi.

Mentre la positività, il fatto di essere positivi rappresenta il massimo della pericolosità, della negatività, appunto.

Un cambio di significato davvero radicale, sconcertante e destabilizzante.

Per questo abbiamo lavorato molto, abbiamo superato problemi del quotidiano, abbiamo inventato tempo che forse in realtà non avevamo e abbiamo protetto, mantenuto attivo e vivace, positivo nel vero e profondo senso del termine, il nostro spazio creativo, inventivo e condiviso. Spazio che, abbiamo voluto sì, tenere al riparo, ma anche far crescere, accogliendo nuovi appassionati di scrittura; rispettando, però, la sua finalità di luogo altro dove reiterare le nostre volontà espressive, di connessione con il nostro io e di confronto con altre menti inventive.

L’esperienza del self publishing è iniziata, per noi, a partire dagli incontri del 2018 – 2019 alla fine dei quali abbiamo pubblicato (solo in cartaceo) il nostro primo lavoro: Bar Sogno.

Davvero una prova entusiasmante per tutti, tanto che abbiamo deciso di ripeterla nel periodo 2019-2020.

Per ovvie ragioni, in questo anno 2020, abbiamo dovuto cambiare le nostre modalità d’incontro e ci siamo accasati nel web, riuscendo a soddisfare la voglia di realizzare assieme un secondo nuovo volume di racconti, in una modalità differente, sperimentando l’e-book.

In uno spazio e in un tempo sospesi, abbiamo capito che il tema centrale e condiviso per tutti i racconti sarebbe stato: Il cambiamento.

Quale modo migliore per cambiare se non andare via da dove si è? Da dove la quotidianità è diventata opprimente, asfissiante, insopportabile?

Da questo spunto si è partiti per la scelta della traccia compartecipata. Quest’anno, molto più semplice e scarna rispetto a quella dello scorso anno in Bar Sogno.

L’idea di base è nata dai concorsi che molti comuni e regioni, italiani ed europei, hanno organizzato per far rivivere borghi abbandonati e per il recupero di spazi urbani ormai degradati, attraverso gare di assegnazione di edifici da ristrutturare, venduti al prezzo simbolico di 1 euro.

Come lo scorso anno per Bar Sogno, ci siamo inventati un nuovo non luogo e non tempo dove ambientare la nostra storia: il Comune di Mezzacosta, nella provincia di Belluno, e il suo borgo San Sereno, composto da dieci case, a 1250 metri sul mare, con affaccio su un profondo orrido.

Non cercatelo in Google Maps.

È dentro di noi.

Nel nostro immaginario, il paese di Mezzacosta ha una storia piuttosto lunga: nato probabilmente alla fine dell’800; si era ingrandito e spopolato a varie riprese seguendo le vicissitudini dei faticosi paesi di montagna; aveva vissuto una certa prosperità grazie alla cava di San Sereno appunto.

Il piccolo borgo si era andato poi spopolando completamente lasciando le dieci case vuote e sconsolate in preda al degrado verso gli anni ’60-’70 a causa dell’esaurimento della cava.

Noi arriviamo in questo borgo, per farlo rinascere, più o meno negli anni 2018-2019 grazie alla pubblicazione di quel Bando del Comune di Mezzacosta per le case a 1 euro.

I personaggi che rispondono e vincono sono sette, ognuno con la sua storia alle spalle, ognuno con la sua voglia di cambiamento conscia o inconscia, ognuno con il desiderio di realizzare sogni, progetti, o semplicemente alla ricerca di un rifugio per guarire dai colpi violenti che la vita ha assestato loro.

In prevalenza, quindi, si tratta di racconti intimisti, di viaggi interiori a volte più leggeri e facili, a volte più tragici e ferali.

La maggior parte delle narrazioni, comunque, emana certezza nelle possibilità positive della vita, profondo credo nella capacità dell’essere umano di cambiare, di adattarsi, di superare andando oltre.

Il genere dei racconti spazia da quello di formazione al rosa, passando per il realismo, il realismo magico e il dialogo interiore.

Sono molto felice di questo obiettivo raggiunto, anche se con qualche fatica e difficoltà, che ci permette di piantare in questo 2020 un altro ricordo di un risultato appagante, gratificante e arricchente. In sintesi: un ricordo positivo in più (non fa mai male averne una scorta!).

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