La cura – Hermann Hesse

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Amo Hesse, un autore con il quale sono cresciuta e che rivisito ogni tanto. Oggi ho voglia di raccontare di ‘La cura‘, il testo pubblicato subito dopo ‘Siddharta‘, il successo mondiale che ha raccontato il viaggio verso l’illuminazione. Potremo dire che ‘La cura‘ è l’opposto, è la storia di un grande illuminato occidentale molto, anche troppo, sicuro di sé, che viene sgonfiato, riportato alla sua natura di comune mortale con ironia, attraverso piccoli fastidiosi incidenti quotidiani. L’ambientazione è quella passata di moda di una stazione termale.

Era appena balenata in me, chiara e fredda come la luce dell’alba, questa consapevolezza, convinzione, o decisione, la mia anima leggeva appena, chiaro e saldo, il monito: «Questa storia penosa dev’essere ben presto terminata e risolta», quando, subito, spuntarono in me le solite fantasie volgari che ogni nevrotico conosce benissimo nei momenti di particolare angoscia. Non c’erano che due vie, apparentemente, che potessero condur fuori da questa misera situazione e dovevo sceglierne una: o sopprimermi o venire a una spiegazione con l’olandese, prenderlo per il collo e sconfiggerlo. (Eccolo che tossiva un’altra volta con imponente energia). L’una e l’altra prospettiva era bella e risolutrice, anche se un tantino puerile. Bello era il pensiero di uccidersi in uno dei soliti modi, già più volte presi in esame, con quel sentimento del suicidio così tipicamente infantile: «Ben vi sta, se ora mi taglio la gola». Bella era anche l’altra prospettiva, quella di affrontare, invece di me, l’olandese e strozzarlo o sparargli un colpo, sopravvivendo alla sua brutale, indifferenziata, vitalità.

Poesie romantiche – Hermann Hesse

Ich bin ein stern

Ich bin ein stern am Firmamennt,
Der die Welt betrachtet, die Welt verachtet,
Und in der eignen Glut verbrennt.

Ich bin das Meer, das nächtens stürmt,
Das klagende Meer, das opferschwer
Zu alten Sünden neue türmt.

Ich bin von Eurer Welt verbannt
Vom Stolz erzogen, vom Stolz belogen,
Ich bin der König ohne Land.

Ich bin die stumme Leidenschaft,
Im Haus ohne Herd, im Krieg ohne Schwert,
Ubd krank an meiner eignen Kraft.

Traduzione di Brunamaria Dal Lago Veneri:

Sono una stella

Sono una stella del firmamento
che osserva il mondo, che disprezza il mondo
e che si brucia nel proprio fuoco.

Sono il mare che di notte s’infuria,
il mare piangente che per un grave sacrificio
ad antichi peccati i nuovi accatasta.

Sono esiliato dal vostro mondo,
dall’orgoglio educato, dall’orgoglio ingannato,
sono il re senza regno.

Sono la muta passione,
senza focolare in casa, senza spada in guerra
ed ammalato della mia stessa forza.

Hermann Hesse
Poesie romantiche

Oggi ho scelto di pubblicare una poesia di Hermann Hesse, premio Nobel alla letteratura nel 1946, conosciuto in Italia per alcuni suoi testi in prosa come ‘Narciso e Boccadoro‘, ‘Il lupo della steppa‘, ‘Il gioco delle perle di vetro, ‘Demian‘, ‘Siddharta‘, perché leggere poesia è fondamentale per chi vuole arricchire i propri testi di musicalità, di parole evocative, di mondi richiamati alla mente solo accostando suoni riprodotti in un certo ordine.