Dalia Nera – James Ellroy

omicidioa

Sento parlare molto dell’ultimo libro in uscita di James Ellroy ‘Perfidia‘, prima o poi cercherò di comprarlo, perché è uno degli autori americani che prediligo, anche umanamente.

Da anni leggo i suoi libri e quello che più mi ha emozionato è stato ‘Dalia Nera‘, pubblicato nel 1987. È anche il primo libro della quadrilogia nera su Los Angeles che fece innamorare tutti gli amanti del ‘neo’ – noir: Dalia Nera, Il grande nulla, L.A. Confidential e White Jazz, nonché il primo vero successo internazionale dell’autore.
La madre di Ellroy fu uccisa, il suo assassinio mai chiarito e l’omicida mai catturato.
Ellroy ha provato a trovare un assassino, scrivendo ‘Clandestino‘, e l’indagine di un ex-poliziotto.
Per questo credo ci sia una forma di esorcismo psicologico messo in atto dall’autore scrivendo ‘Dalia Nera‘ che racconta la vicenda realmente accaduta dell’uccisione della giovane aspirante attrice, Elizabeth Ann Short, in arte La Dalia Nera, a poca distanza dalla sua abitazione.
Molti non amano il genere, ma queste narrazioni prendono l’abbrivio da fatti realmente accaduti e forniscono un’ipotesi risolutiva, spiegano in qualche modo i fatti.
Forse per trovare e dare un’ordine logico a ciò che non può, emozionalmente, essere giustificato.

Il mattino successivo guidavo verso la stazione di University con la radio accesa. Ascoltavo con piacere il be-bop del quartetto di Dexter Gordon, quando la musica fu interrotta da una musica concitata: «Sospendiamo le trasmissioni per darvi una notizia dell’ultima ora. Uno dei maggiori sospettati dell’assassinio della ragazza dai capelli corvini meglio nota come la Dalia Nera è stato catturato. Era conosciuto alla polizia soltanto come “Red”. Oggi l’uomo è stato indendificato per Robert “Red” Manley, venticinque anni, piazzista di ferramenta, abitante a Huntington Park. Manley è stato fermato stamane nella casa di un amico a South Gate e in questo momento è sottoposto a interrogatorio nella stazione di polizia di Hollenbech, a Los Angeles Est. In un’intervista esclusiva alla Kgf, Ellis Loew, il viceprocuratore distrettuale che tiene i contatti tra autorità civili e polizia, ha dichiarato: “Red Manley è fortemente sospettato.Era stato identificato come l’uomo che aveva accompagnato in automobile Betty Short a San Diego il 9 gennaio, sei giorni prima che il corpo torturato della ragazza fosse trovato nell’area dismessa di Leimert Park. Sembra che questa sia la svolta per cui abbiamo pregato. Il Signore ci ha dato ascolto.”»
La sparata di Ellis Loew fu seguita da una pubblicità della Preparazione H. Garantiva un sollievo immediato dalle emorroidi. Soddisfatti o rimborsati del doppio della spesa. Spensi la radio. Decisi di cambiare destinazione e puntai su Hollenback.

L. A. Confidential – James Ellroy

Ex-Fabula

Un motel abbandonato ai piedi delle colline di San Berdoo. Quando Buzz Meeks arrivò, aveva con sé novantaquattromila dollari, nove chili d’eroina pura, un fucile a pompa calibro 12, una 38 special, una 45 automatica e un coltello a serramanico che aveva comprato da un pachuco alla frontiera, un momento prima di accorgersi dell’auto parcheggiata proprio sulla linea di confine: gli scagnozzi di Mickey Cohen in una macchina senza insegne della polizia di Los Angeles, e lì accanto in piedi un paio di poliziotti di Tijuana, pronti ad alleggerirgli le tasche e a scaraventarlo nel fiume San Ysidro.

Incipit di L. A. Confidential
James Ellroy

Uscì in Italia nel 1991, una grande storia che attraverso molti sottoracconti e narrazioni parallele, molti episodi narrati sono presi dalla cronaca quotidiana degli anni ’50, racconta il degrado e la corruzione della società e della politica collusa con la mafia. Los Angeles è descritta fin nei minimi dettagli, è una delle protagoniste principali, nei suoi scorci bui e locali a luci a rosse, crando una grande atmosfera noir. Ovviamente a volte le sottotrame che impregnano la storia possono far sbandare la lettura, ma personalmente non mi è sembrato sgradevole, anzi. Il genere hard-boiled, di cui fu illustre rappresentante anche Spillane (vedi, ieri, Ti ucciderò), porta in scena la realtà cruda e nuda. Violenta e squallida. Descrive l’altra faccia dell’America, quella che stenta a sopravvivere, anche se abbagliata dalle luci di Hollywood. Noi oggi? Come siamo messi a descrizioni nude e crude della nostra società?