Il caso – Joseph Conrad

il caso

 

Il caso‘ di Joseph Conrad, fu il romanzo che per la prima volta portò successo di pubblico all’autore. Negli anni precedenti, infatti, aveva ottenuto i favori della critica con i suoi La follia di Almayer, Borneo, Un reietto delle isole, Giovinezza e Cuore di tenebra.
A partire da ‘Il caso‘ ottenne invece pochi riconoscimenti da parte degli intellettuali, ma vendette molto. Il tema è comunque quello delle precedenti narrazioni: le avventure dei personaggi di Conrad che incontrano il proprio destino e ne rimangono segnati, ma ne ‘Il caso’ sembra che proprio il destino sia il protagonista della vicenda. In realtà il personaggio principale è quello di Flora de Barral, giovanissima figlia di un banchiere che perde la sua fortuna e finisce in carcere. La ragazza avrà il suo riscatto grazie all’aiuto di un marinaio. È un libro che tocca svariati argomenti come il femminismo agli albori, gli uomini mediocri, i disastri della speculazione del capitalismo, la difficoltosa comunicazione tra uomini e donne… Rimane sì un libro incentrato sul destino e sull’impossibilità di sfuggirgli, ma anche sugli esseri umani che non vogliono soccombergli e che lottano per arrivare altrove ed ottenere altro.

«Ma poi in fondo cosa si poteva fare?» concluse Mrs. Fyne.
«E questa esclamazione stereotipata, che esprimeva la difficoltà del problema e la sollecitudine (in ogni caso) delle buone intenzioni, come sempre me la fece apprezzare di più.
«La mattina dopo di buon’ora, ben prima che Fyne andasse in ufficio, si presentò la “persona odiosa”, in maniera certo non inaspettata ma comunque sorprendente, se non altro per Fyne e poi la moglie come se nel suo foro interiore ridesse di qualcosa che sapeva sul loro conto; e poi attaccò caustico il suo discorso. Se non si scusava per aver disturbato Fyne e “la sua signora”durante la colazione era perché sapeva che quella (indicando con la testa la ragazza) non l’avrebbero voluta tra i piedi più di tanto.

Cuore di tenebra – Joseph Conrad

cuore di tenebra

Le Nellie, un’imbarcazione da crociera, girò sull’ancora senza il più lieve fileggiare delle vele, e fu ferma. La marea s’era alzata, il vento quasi cessato e, poiché si scendeva il fiume, non rimaneva che stare alla fonda e attendere il reflusso.
Il tratto di Tamigi che sfociava in mare si estendeva dinanzi a noi come l’imboccatura d’una interminabile via d’acqua. Al largo, mare e cielo si saldavano senza una giuntura, e nello spazio luminoso le vele conciate delle chiatte che risalivano sull’onda della marea sembravano ferme; rossi grappoli di tela dalle punte aguzze e pennoni verniciati che luccicavano.

Incipit di Cuore di tenebra
Joseph Conrad

Joseph Conrad, per la precisione Józef Teodor Nałęcz Konrad Korzeniowski, polacco naturalizzato inglese scrisse il testo nel 1899 e venne pubblicato sul Blackwood’s Magazine in tre capitoli. Molto autobiografico, racconta del viaggio di un uomo nella giungla per ritrovare un collega scomparso, che ritroverà, malato e quasi uscito di senno, a capo di una tribù indigena adorato come una divinità.
La critica del colonialismo, del potere economico-politico che i bianchi impongono agli indigeni e del mercato del l’avorio con la strage di elefanti sono costantemente richiamati in ogni pagina del libro. Ma il punto che più mi ha fatto riflettere è lo scoperchiamento del ‘cuore di tenebra’ dell’uomo. La descrizione della capacità che ogni essere umano si porta appresso di trasformarsi in tiranno assoluto e schiavizzante se appena riesce. Al di fuori dell’organizzazione della vita sociale occidentale, dove vive da ipocrita, diventa la paurosa fotocopia di uno scadente dio.
Credo però che in questo periodo di crisi la principale brama degli esseri umani sia di avere soldi sufficienti ad una vita dignitosa, no?