Confessioni di una maschera – Yukio Mishima

Seppuku_by_eidemon666

Per molti anni continuai a sostenere ch’ero capace di ricordare cose viste all’epoca della mia nascita. Da principio, ogni volta che lo dicevo, i grandi si mettevano a ridere, ma poi, sospettando la velleità di raggirarli, guardavano con astio la faccia pallida di quel fanciullino senza fanciullezza. Di quando in quando mi capitava di dirlo in presenza di visitatori che non erano intimi amici di famiglia; allora la mia nonna, per paura che mi giudicassero un idiota, mi dava seccamente sulla voce ordinandomi di andar a giocare altrove.

Yukio Mishima
Confessioni di una maschera

Yukio Mishima ha scritto, credo, una biografia. Una anonima biografia perché il personaggio principale del libro non ha nome. Confessa, nel profondo intimo e segreto all’interno della maschera, la sua lenta maturazione di anima omosessuale, con gli incubi e le visioni di morte causati dal prendere coscienza della propria diversità. Mentre l’esterno di quello stesso diaframma, è in continuo e sfibrante confronto con una cultura dalle norme sociali e comportamentali ben più che rigide e che il protagonista si sforza di rispettare. L’uomo cerca gli altri esseri umani per comprendere quanto è eguale a loro eppure quanto ne è distante. Unici e irripetibili, ma inter pares. Fu il primo dei suoi libri a portarlo alla notorietà anche nel mondo occidentale e ovviamente rimane nella memoria collettiva per il suo suicidio rituale, sekkupu, il 25 novembre del 1970. Amore e thanatos.

Photo: eidemon666.deviantart.com

Il caso Eddy Bellegueule – Édouard Louis

omosessualità

Della mia infanzia non ho alcun ricordo lieto. non voglio dire che, in quegli anni, io non abbia mai provato dei sentimenti di felicità o di gioia. Semplicemente , la sofferenza è totalitaria ciò che non rientra nel suo sistema, lo fa scomparire.
Nel corridoio sono comparsi due ragazzi, il primo, grande, con i capelli rossi mi ha sputato in faccia Beccati questo.
lo sputo è colato lentamente sulla mia faccia, giallo e denso, come il catarro sonoro che ostruisce la gola dei vecchi o dei malati, dall’odore forte e nauseabondo. Le risa acute, stridenti, dei due ragazzi Guarda ha la faccia piena quel figlio di puttana. Mi cola dall’occhio fino alle labbra, mi entra in bocca. Non ho il coraggio di asciugarmi: potrei farlo, basterebbe passarci su la manica. Basterebbe una frazione di secondo, un gesto minimo perché lo sputo non entrasse in contatto con le mie labbra, ma non lo faccio, per paura che quelli si sentano offesi, per paura che si arrabbino ancora di più.

Incipit di Il caso Eddy Bellegueule
Édouard Louis

Eddy Bellegueule è il vero nome dell’autore del libro, fuggito dalla crudeltà meschina del mondo rurale francese per trasformarsi in Édouard Louis. Non una fuga per togliersi da una situazione scomoda, bensì una fuga meditata, dopo svariati tentativi di essere come tutti. Il nocciolo del problema è sempre la diversità, la mancanza dell’accettazione sociale della diversità. Ma gli scrittori, per primi, dovrebbero essere aperti ad ogni accettazione e ad ogni minoranza. Gli scrittori dovrebbero allenare più degli altri il proprio pensiero all’accettazione del non convenzionale. O almeno, così dovrebbe essere.